“Non voglio polemizzare con nessuno, però è giusto che l’opinione pubblica sappia esattamente come sono andati i fatti”. Amareggiato ma deciso nel fornire la sua versione dei fatti sui soccorsi ricevuti martedì sera 10 settembre da parte del motopeschereccio SS. Achiropita, si tratta dell’armatore rossanese Nino Tommaso Caccuri. Il suo peschereccio, il più grande della marineria di Corigliano, è colato a picco martedì scorso intorno alle 20.30 all’altezza della banchina numero uno del porto coriglianese.
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Speriamo questa volta che la stampa possa sollecitare chi già è stato formalmente informato dei gravi rischi che corrono le popolazioni delle frazioni Thurio e Ministalla. Lo scrivente ha formalmente comunicato, a mezzo raccomandata nel mese di giugno c.a. ai soggetti interessati a tutelare la popolazione, in ordine: il Sindaco di Corigliano Calabro, il Presidente della provincia, la Protezione Civile della Regione Calabria e il Prefetto di Cosenza.
Dislocate in tutto il territorio comunale, si scorgono numerose cassette di energia elettrica, alcune delle quali posizionate in posti strategici e centrali della città, completamente divelte. Divenute veri e propri ricettacoli di rifiuti, costituiscono soprattutto, nelle attuali condizioni, fonte di pericolo e d’insicurezza per cittadini, bambini, intere famiglie, poiché alcuni dei fili di corrente fuoriescono dalle suddette cassette.