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Ora, dopo le elezioni, abbiamo tutti il dovere di provare a cambiare lo stato delle cose!!!

Posted on Giugno 15, 2013 By Redazione

Si inizi allora dalla preliminare amministrativa, dai rifiuti e dalla percorribilita’ delle strade…
La Costituzione italiana  all’art. 97 stabilisce in modo perentorio che ” I pubblici uffici  sono organizzati secondo disposizioni di legge in modo che siano  “assicurati” il buon andamento e l’imparzialità dell’amministrazione.”. Come tutti sanno per “buon andamento dell’amministrazione” si intende che gli uffici devono essere organizzati in modo tale da poter ottenere dal personale e dai pochi mezzi che si hanno a disposizione il massimo dell’efficienza e dell’efficacia dell’azione amministrativa.

Occorre, in altri termini, che l’organizzazione degli uffici sia in grado di  assicurare ai cittadini il massimo dei “risultati” in termini di risposte e di servizi. Pertanto, il rispetto rigoroso di tale precetto costituzionale, il rispetto delle Istituzioni preposte alla salvaguardia di tale principio  e il rispetto di un’opinione pubblica che vuole assolutamente risposte in tale direzione, “impone” a questa amministrazione, in via preliminare, di provare a migliorare  l’organizzazione degli uffici comunali. Ecco perché possiamo affermare, senza con ciò correre il rischio di essere smentiti in alcun modo, che quella della riorganizzazione degli uffici comunali rappresenta e rappresenterà una delle priorità dell’azione amministrativa. Sotto tale aspetto peraltro, sembra di potere cogliere nella società Coriglianese un ampio consenso e un’ampia condivisione. L’organizzazione degli Uffici, tuttavia, per essere “efficiente” deve rispettare due principali criteri: dal punto di vista “soggettivo” deve essere improntata ai principi del “merito”  e della “lealtà alla legge e alle Istituzioni” dei vari funzionari preposti ai vari servizi; dal punto di vista “oggettivo”, invece, l’organizzazione  deve tendere all’osservanza rigorosa delle regole legalmente poste. Nell’organizzazione della macchina amministrativa del resto nulla si inventa e nulla si sperimenta, tutto in materia sta già scritto nelle norme e nei regolamenti comunali; i “favoritismi” dunque devono essere banditi e le capacità dei singoli  devono essere invece valorizzate ed apprezzate. Si ricordi sempre …e bene… il principio legalmente posto: “I pubblici uffici sono organizzati secondo disposizioni di legge…”. Solo così si possono effettivamente rispettare i diritti e le prerogative di tutti i cittadini che si rivolgono agli  uffici pubblici  per ottenere servizi e risposte alle loro istanze.
L’altro requisito che la norma costituzionale “pretende” nell’organizzazione dei pubblici uffici è quello “dell’imparzialità dell’amministrazione”. Tutti i cittadini devono pertanto essere trattati alla pari negli uffici, siano essi dottori, imprenditori, operai, impiegati, ingegneri, nulla facenti ecc. ecc.. Si ricordi, a tal proposito, che l’art. 3 della Costituzione recita testualmente: “ Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali.”. Orbene l’art. 97 non è altro che un’esplicazione del principio fondamentale contenuto nell’art. 3 appena riportato. Non rispettare tali fondamentali principi comporterebbe  di sicuro un fallimento dell’operato amministrativo successivo e si risolverebbe in un tradimento palese del mandato popolare ricevuto.
Quanto alla legalità degli atti da porre in essere, in questa sede ci si limita ad evidenziare che occorrerà evitare scrupolosamente che gli atti amministrativi siano connotati da “violazioni di legge”, “da incompetenza” e da “eccesso di potere”, per come è avvenuto nel recente passato. Come tutti sanno, infatti, le violazioni appena segnalate, rappresentano i tre vizi di illegittimità principali che possono inficiare il contenuto degli atti posti in essere dai pubblici poteri. Altri vizi sono quelli “di merito”, che, di solito, si commettono quando si ci allontana maldestramente dalle prescrizioni della legge per perseguire interessi poco… nobili… rispetto a quelli che l’atto avrebbe dovuto perseguire nell’interesse della collettività.  Ma su questi argomenti… ,se del caso, …si tornerà a parlarne eventualmente nell’immediato futuro…!
Un’ultima distinzione invece che preme mettere in evidenza circa l’operato dei pubblici poteri  è la seguente: …un conto sono le forme di illegittimità degli atti, come abbiamo appena visto,  altro, invece, sono “le illiceità o meno dei  comportamenti” dei pubblici amministratori. Esempio di illiceità dei comportamenti: un assessore e/o un consigliere che esercita pressioni su un pubblico funzionario per ottenere un atto dell’ufficio in violazione della legge, nell’interesse proprio o di qualcun altro soggetto! Si spera con ciò di essere stati chiari…! La chiarezza, infatti,  spesso evita a qualcuno o taluni spiacevoli inconvenienti….!     
Altra preliminare amministrativa da affrontare con estrema decisione e coraggio, e soprattutto con assoluta competenza, è quella della gestione del “servizio” dei rifiuti sul territorio. Infatti non è assolutamente pensabile che un Ente pubblico che non riesce ad assicurare ai cittadini Coriglianesi il “servizio” fondamentale  della raccolta e dello smaltimento dei rifiuti prodotti sul territorio, possa poi pretendere, per come sta invece avvenendo proprio in questi giorni,  dagli stessi cittadini tasse esose assolutamente ingiustificate ed ingiustificabili sia dal punto di vista giuridico, sia dal punto di vista sociale. Quello che viene da chiedersi è se è mai possibile che Enti pubblici possano pretendere il pagamento di alcunché pur non essendo assolutamente in grado di assicurare alcun servizio su territorio ai cittadini, quale sarebbe la fonte di giustificazione di tale imposizione? La legge…ma quanto mai!!! Le “tangenti”, infatti, possono e normalmente vengono pretese dai poteri mafiosi, non certamente dai “pubblici poteri” che, come tutti sanno, invece,   devono operare rigorosamente in base alla legge ed ai regolamenti! Pretendere una controprestazione in denaro per un servizio non reso equivale ad ingenerare  nella gente e nei cittadini sfiducia, rabbia e malcontento. La proposta pubblica fatta di recente dall’assessore regionale al ramo, dott. Pugliano, per ovviare al problema dei rifiuti fa sorridere. Costui ha proposto di ridurre e/o eliminare i trasferimenti ai Comuni in caso di mancato pagamento dei tributi o in caso di morosità nei pagamenti! Come a dire …non potete pagare? Allora vi mandiamo in definitivo dissesto! Complimenti vivissimi…al nostro (si fa per dire!) …assessore regionale!   
Qualche amministratore di recente ha denunciato pubblicamente e con coraggio che il servizio di raccolta e smaltimento dei rifiuti sarebbe gestito dalla mafia. Ebbene, se questo fosse vero, per ovviare a tale increscioso inconveniente la strada maestra da seguire sarebbe a questo punto obbligata: togliere la gestione dei rifiuti a tali “poteri occulti” (che poi tanto occulti… non sono affatto!) e consentire ad ogni singolo Ente, da solo o in associazione con altri Enti, di organizzare un sistema di raccolta differenziata efficiente, lecito e con costi predeterminati, in grado di permettere alle comunità un riciclo dei materiali previamente selezionati, e con esso un recupero di energie e  un risparmio di costi e di risorse per i cittadini. L’entrata in vigore quanto prima della TARES, 1/7/2013 salvo proroghe, che sostituirà in termini impositivi sia la vecchia TARSU che la TIA, rappresenterà un’occasione irrinunciabile di rivedere l’intero sistema di produzione, raccolta, riciclaggio e smaltimento dei rifiuti. L’obiettivo dovrebbe essere quello di portare a discarica circa il 5-10 per cento dei rifiuti prodotti,  per come avviene già in altri paesi europei civili come la Germania dove i costi del “servizio” sono molto contenuti rispetto a quelli, ormai proibitivi, del nostro amato Bel Paese.
Ultima urgente necessità da affrontare da subito con decisione presso la nostra Amministrazione è quella del ripristino del manto stradale delle nostre vie urbane ed extraurbane. Lo stato delle strade della città è infatti assolutamente indecoroso; nelle frazioni non si può più circolare in alcun modo. Le lussuose automobili dei più facoltosi cittadini cosi come le utilitarie dei lavoratori e degli impiegati fanno fatica ormai  a circolare per le vie della città. Le conseguenze sono: aumento delle cadute e degli incidenti, un ambiente devastato e degradato, continue imprecazioni contro l’ente e numerose richieste di risarcimento dei danni a carico delle casse comunali. Occorre pertanto da subito “investire” sul ripristino della viabilità comunale. A tal proposito i fondi possono essere da subito reperiti nelle pieghe del bilancio comunale, nei residui dei mutui accesi nel recente passato e in parte attingendo, per come è previsto dalla nuova legge in materia, dalle entrate costituite dalla nuova TARES. Tale ultima tassa infatti prevede l’inclusione in essa anche dei contributi pagati dai cittadini per i cosi detti “servizi indivisibili” come ad es. la manutenzione delle strade.
Come si vede è giunto il momento di provare tutti insieme a cambiare lo stato delle cose del nostro Comune a prescindere da quale colore caratterizzi la nuova amministrazione ed a prescindere dal ruolo o dai ruoli rivestiti da ciascuno di noi. Chi ha idee e competenze da spendere con denuncie pubbliche e soprattutto con proposte concrete da realizzare, si faccia avanti…il Comune appartiene a tutti noi in quanto… Res Pubblica!
                                                                            Avv. Luigi Iacino
                                                                                       ( PD)

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