Limitati i venditori ambulanti: al bando il panino!

Dopo la festa del Santo Patrono di Corigliano, terminata ieri, rimane un po’ di malcontento tra i venditori ambulanti, in modo particolare per i gestori di rivendite ambulanti di vivande, i quali si sono trovati ad occupare posizioni di fortuna all’interno del percorso della festa.

 Questi ultimi, che fino allo scorso anno occupavano un punto ristoro in prossimità di Piazza San Francesco, si sono trovati quest’anno ad avere postazioni che hanno sacrificato il loro lavoro e la loro attività commerciale. I venditori di bibite e panini hanno lamentato le carenze organizzative dell’evento in quanto la loro attività è stata particolarmente limitata. Capiamo le esigenze di sicurezza e gestione, ma sicuramente l’evento avrebbe potuto essere organizzato diversamente, magari destinando uno spazio al punto ristoro in modo che i venditori di street food avrebbero potuto offrire un servizio, molto gradito alla popolazione partecipante, senz’altro migliore e più proficuo in termini di vendita.

Centro Storico Unito - Corigliano
 

 

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Commenti   

+2 #1 Michele ludovido 2018-04-27 03:08
In verità è stata una festa nella quale al bando è stata messa finanche la maestosa processione del venticinque...., ma ci concludero'il presente.
Ho molto apprezzato la preparazione in termini di sicurezza, ma quanto la stessa limita così tanto la nostra libertà, penso che qualcosa non va bene. Ma questo è un principio che vale per tutti e per tutto, quindi non é una critica verso nessuno. Ma se vogliamo poi dircelo tutta allora mi chiedo:che senso ha vendere bibite in bottiglie di vetro? Torino è quanto successo alla scorsa proiezione della finale di coppa campioni dovete. Ma chi può escludere che uno dei tanti furgoni presenti su viale Rimembranze o su Via Arielle non venisse messo in moto ed investire tutti e tutto? Ed ecco allora la difficoltà di gestire una così commessa situazione che assomma, in spazi ristretti, non solo mercanzia e divertimenti fra loro diversi, ma anche usi, costumi e culture diverse. Quindi? Quindi la necessità di gestire i settori degli ambulanti non più a settori merceologici, questo potrebbe andare bene alla fiera di maggio, ma in una festa come la nostra deve essere garantita, per primo, la identifica, ione di chi entra a posteggiare. La garanzia che sia libera ogni via di sicurezza per interventi immediati. Sia garantita la presenza di guardiani sia in divisa che in abiti civili. Solo pochi riferimenti, certamente non esaustivi, ma necessari. Cosa che in modo sufficiente è stato garantito anche se, nella dislocazione degli stend aver penalizzato i soliti chioschi non ha dato, a mio parere nessun i creme to di sicurezza. Anche perché la birra è scivolata via a fiumi e le bottiglie di vetro per terra ne erano le prove dirette.
Ma quello che ancor più mi dispiace è aver visto una Processione senza la gioia e l'armonia che ha sempre accompagnata la "discesa" di San Francesco per via Roma. Io non do colpe o responsabilità ai Minimi né a SE. il vescovo. Ma una domanda me la pongo:che senso ha distruggere delle vecchie e nobili tradizioni popolari anche nella semplicità di un giro più lungo del Santo nel paese? A chi giova non aver portato San Francesco a Farconj, nel Fosso Bianco, alle case popolari, nella maestosa Benedizione del Santo agli agrumeti da Sant'Antonio o la presenza dello stesso Patrono nelle Chiese?
Non sono un esperto in niente e non ho conoscenze di diritto canonico ma a cosa serve continuare a manifestare la nostra fede in luoghi chiusi, ristretti e sempre in meno persone, rispetto alle gloriose e sontuosa processioni di un tempo. La processione non ha dato, quest'anno, quel senso di gioia. Era una processione Muta, Silenziosa, quanto invece 'u viecchj è sempre stato accolto da manimannellj e gridate a sguarciagola. Ma poi quella corsa del 24????? Ma dai, su! Problemi di sicurezza. Come a dire che il Santo su un mezzo offre più sicurezza rispetto a un Santo fermo nello squallore di piazza salotto. Non ho capito che male o pericolo fosse quello di lasciare il Santo, dalla tarda mattinata, in una Chiesa per l'omaggio degli scales per poi riprendere una ordinata processione ed accompagnare il Santo a Schiavonea. Ma vi ricordate le accoglienza del Santo a Schiavonea. Ed ecco allora che non può a mio giudizio personalissimo, la paura condizionare non solo i nostri atteggiamenti, ma soffocare finanche quella semplice espressione popolare della nostra, a volte anche goliardica manifestazione di fede verso il vecchio amato San Francesco. Secondo me è necessario stare più vicini, ma tutti quelli che amano San Francesco ma non solo il venticinque, ai padri minimi al fine di offrire loro una vicinanza Organizzativa, di affetto e di impegno. Il tutto per non lasciare morire questa unica, meravigliosa manifestazione di gioia, amore e bebè verso il nostro Grande e Amato San Francesco.
Mi scuso ma non vorrei essere frainteso da nessuno. Ogni pur minima considerazione non è motivo di critica verso nessuno se solo finalizzata a migliorare e migliorarci nei comportamenti e nelle azione. È stato lo spirito del presente scritto alle due di notte con il cuore in mano e la gioia di poter parlare del mio Amato Santo.
Grazie.
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