Noi, coriglianesi del Terzo Mondo

Recentemente Corigliano sembra avvolta da ombre pesanti. Il cervello dei coriglianesi benestanti (quelli che, per intenderci, a fine mese ci arrivano comodamente, tra vizi, ozi e sollazzi e che danno lavoro) si è focalizzato soltanto sulle prossime elezioni politiche e sulle successive amministrative. Fanno riunioni, comizi non autorizzati su chi sia meglio votare o non votare, su chi abbia peso politico e non solo, a Roma o Cosenza, o su chi non conta nulla.

Dimenticano, i signori, per qualche settimana, i veri problemi che affligono la nostra cittadina. Alcuni coriglianesi si dilettano a giocare a fare "i sondaggisti". 

Inventano dati, numeri di eletti (non nomi, visto che questa infame legge elettorale non ci permette di votare chi vogliamo) e si dimenticano, forse colpiti da temporaneo lassismo mentale, della spazzatura, dello scandalo Soget del lavoro nero che affligge tutti i coriglianesi e specialmente i ragazzi, gli altri gravi problemi che ci sono. A dirla tutta, qualcuno ha fatto comunicati stampa su codesto blog, pero senza infierire, senza colpire i problemi e i responsabili. Alcuni danno in pasto comunicati che lasciano intravedere possibili alleanze per le prossime amministrative, altri coriglianesi, padroni di partiti vetusti, rivendicano unione d'intenti con altri partiti locali perche sono sicuri dei loro ristretti appoggi elettorali. 

Perche nessuno di loro, compreso i sindacati, ammorbiditi da alcuni anni (forse da quando si sono messi a fare politica attivamente e senza pudore) sulle tematica lavoro a Corigliano, non parla dei veri problemi? Sarebbe interessante leggere comunicati nei quali i sindacati, per esempio, richiedono adeguamenti economici per i lavoratori impiegati nell'agricoltura coriglianese. Sarebbe bello leggere che i sindacati si interessano anche ai problemi dei lavoratori a nero coriglianesi o di quelli che sono costretti a subire vessazioni da parte dei loro datori di lavoro. 

E spero che nessuno di loro dica di non sapere nulla di ciò. 

Perchè tanti  di loro, non si chiedono, quando fanno le loro belle passeggiate domenicali e vanno a fare compere, quali siano le reali condizioni dei lavoratori coriglianesi? Sottopagati, minacciati, soggetti a continue angherie psicologiche ecc. (Si chiama mobbing in Italia) 

Alcuni imprenditori, invece di girare con le loro belle auto, perche non pagano quello che è dovuto ai loro impiegati o alle badanti o governanti che lavorano presso le loro case o dei loro familiari? 

Perchè nessuno parla di come Corigliano sia stata ridotta a piccolo paesotto provinciale?

Non credo che la colpa sia da attribuire solo a una persona, bensi ad un'intera classe dirigente che ha badato più ai risolvere i fatti loro che a quelli dell'intera comunità.

Si vedono girare ancora oggi, su tutto il territorio comunale, esseri preistorici che fanno intrallazzi, che si sentono, vanitosamente e forse incoscientemente, protagonisti di Corigliano e della loro vita politica, quando anche loro sono colpevoli dello schifo attuale.

Ci sono poi, signorotti coriglianesi  (una volta a corigliano si diceva poveri arricchisciuti) che si ergono a moralizzatori della comunità. Come se nessuno li conoscesse. Magari poi, facendo qualche chilometro, capita di trovarli sostare davanti qualche motel economico con le loro amanti.

Non credo che nessuno abbia notato questi problemi, come non credo che nessuno abbia notato che del signore di Giannone che sta sul tetto o che attualmente raccoglie i cocci della sua casa, nessuno, vergognosamente parla più. Tanti hanno manifestato disinteressatamente il loro sostegno per la triste vicenda, altri, furbescamente, hanno strumentalizzato il tutto per farsi solo pubblicità. Altri, paurosi che domani possa accadere anche a loro, hanno fatto tanto baccano e poi sono svaniti. Chiediamoci il perchè.  Spero che qualcuno condivida il mio breve dire. Un cordiale saluto a tutti

Un coriglianese del Terzo Mondo.

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