Stasi e Prostamol, la politica del cambiamento. Un pass'avanti per volta

La Giunta dell' ing. Flavio Stasi si è finalmente posto un problema al quanto serio, dalla cui soluzione dipendono gran parte delle sorti della Città : l'incarico per l'Organismo indipendente di valutazione delle performance del personale può essere conferito a chi ha superato i 65 anni di età? Penserete sia una supercazzola! Purtroppo no, è la dura realtà. 

All'inquietante quesito, dopo estenuanti approfondimenti, la Giunta, in seduta plenaria, dopo aver consultato gli elenchi dell'INPS, ha dato risposta positiva , modificando il relativo Regolamento che - chissà perché- poneva invece il limite di età.
Stavolta, I più accaniti tifosi di Stasi non avranno scampo , perché la motivazione addotta in delibera è degna di un atto di avanspettacolo, esilarante, così, difatti, recita: < evitare la scelta di componenti privi di esperienza significativa>, che evidentemente la Giunta ritiene si raggiunga solo con il pensionamento, appunto dopo il 65mo anno di età.
Non si sa se ridere o piangere, specie pensando che a sostenerlo, paradossalmente, sono persone che stanno svolgendo un ruolo difficile e delicato senza nessuna esperienza, proprio nessuna. Tutti giovani di belle speranze, neofiti nel nome del rinnovamento politico(sic!).
Viene il dubbio che il problema non sia se un ultra sessantacinquenne "possa " svolgere quella funzione, ma che nel nostro caso "debba "svolgerla, che, detto tra di noi, ci sia un predestinato. Un uomo di provata esperienza.
Attenzione, però, poiché a quel punto sarebbe difficile pensare ad una coincidenza se alla fine del procedimento la scelta dovesse cadere su una persona di quella età ( che pare si aggiri già come un'ombra negli uffici comunali); e,invece, sarebbe piuttosto naturale dubitare che sia stata emanata una delibera ad personam, cioè per qualcuno già individuato. Sintomatico diremo!
Si spera non sia così, perché altrimenti saremmo vicino più all'illiceità che all'illegittimità.
E siamo proprio sicuri che nel vigente quadro normativo un ultra sessantacinquenne, magari pensionato, possa svolgere quell'incarico, per di più retribuito?
Per l'Autorita' anticorruzione, tanto cara a Stasi, non è possibile; ma anche l'ARAN - cioè l'Agenzia per la Rappresentanza Negoziale della P.A. che qualche competenza in materia dovrebbe averla - condivide il limite di età a 65 anni. Insomma mi tocca suggerire per l'ennesima volta attraverso un comune amico, il blog, che tanto non se po' fa!

Insomma un altro guazzabuglio, di cui non si avvertiva la necessità. E spiace ancora di piú denunciare tale degrado, dopo aver letto post sui social di giovanotti consiglieri che non solo non riconoscono il Regolamento per le funzioni del consiglio comunale ma che da impertinenti criticano l'operato di altri ex Sindaci eludendo che sono seduti in Consiglio comunale grazie ad una legge sulla fusione, la legge Graziano, che difatti non applicano, probabilmente perché nemmeno l' hanno letta.Ormai non si legge più, e men che meno ci si applica nello studio amministrativo per conoscere le proprie funzioni. L'arroganza ed il pressopochismo , hic et nunc, regnano sovrani.
Ma come si fa con tanti problemi seri di una Città ormai nel caos, a pensare a certe stravaganze,
a offrire impieghi ad ultra sessantacinquenni pensionati da dirigenti. Altri oboli?
Se proprio la Giunta Stasi si vuole occupare degli anziani, lo faccia potenziando l'assistenza domiciliare o i circoli ricreativi, anche per chi - a riposo per raggiunti limiti di età- soffre di crisi di astinenza dalla gestione del potere.
Per questi una prostamol è d'obbligo!
Che i giovani consiglieri diano un'occhiata e leggano almeno il relativo bugiardino. L'incontinenza è diffusa.

Alfonso Caravetta 

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