Qualcuno spieghi a Stasi che è stato eletto Sindaco!

Comprendo lo sfogo che ha voluto dedicarmi e le esprimo ogni mia comprensione. D’altronde, è arrivato il tempo in cui, finanche lei, ha capito che una Città non si governa con l’imposizione delle mani o con le campagne denigratorie di whatsapp. 

Noto con delusione, che invece lei, fatica ad assumere pienemante il ruolo: ci sarebbe piaciuto leggere, ad esempio, oltre al palese nervosismo, anche qualche sua risposta di merito. Invece, nel suo sfogo, evita accuratamente di rivelarci l’identità e le mansioni dell’uomo misterioso ( che anche in questa foto le siede autorevolmente accanto, mentre consiglieri comunali, spalle al muro stano in piedi. Perchè?!!), perpetuando l’alone di mistero che avvolge il ruolo di questa persona, da tanti definita il “ Samara del Garopoli”, che continua, pare abusivamente, a leggere gli atti dei cittadini, a trattare dati sensbili, ad utilizzare gli strumenti pubblici e a predisporre eventi di vita collettiva. Lei ben conosce (o dovrebbe) come nella Pubblica Amministrazione gli incarichi agli esterni ad essa, vengono affidati con atti formali e non con l’imposizione della spada, magari in qualche studio di avvocato amico! Quando ciò non avviene, come parrebbe in questo caso, si sfiorano profili di illiceità, sia amministrativa che penale. E cosa ha da dire, ad esempio sul fatto che, chiedendo a questo” collaboratore” di svolgere mansioni senza un inquadramento minimale di tipo assicurativo ( cosa tra l’altro strana, per un sindaco che si definisce “di sinistra”...) espone infantilmente l’Amministrazione a rischi di natura risarcitoria ( se dovesse infortunarsi in itininere, o all’interno delle sedi comunali o subire un danno biologico di qualsiasi naturaed entità, se volesse intentare una vertenza lavorativa, chi lo risarcirebbe, lei, sindaco?); visto che fuggeda ogni risposta, chieda lumi a qualche amico sindacalista che assiste ormai muto alla pantomima di questa amministrazione comunale.
Vede, caro sindaco, lei mi accusa di non conoscere il mio ruolo, e di svolgere la mia attività con rancore personale. Il mio ruolo ( e anche il suo...) lo hanno scelto i cittadini a maggio e mi è ben chiaro. E stia tranquillo che lo eserciterò fino all’ultimo giorno di mandato, per esclusivo Amore per la mia Città. Faccia, se ci riesce, ugualmente.
Le rammento qualche tappa della sua, fin quì sfortunata partenza, augurandole con tutto il cuore di compiere una immediata inversione di marcia. Nel primo Consiglio Comunale, ho chiesto, che si scegliesse insieme, minoranza e maggioranza per il suo ruolo di garanzia, il presidente del Consiglio comunale. Ho chiesto, semplicemente, ciò che lei ha chiesto per anni! Ma forse questo lo ha, comodamente, già dimenticato. E comunque, alla faccia della “ collaborazione offerta” , ha inteso essere completamente sordo verso questa proposta di unità nuova, in una nuova Città, preferendo all’aggregazione un posto di potere (“più che l’onor potè il digiuno”)!
Nel secondo Consiglio, con debiti fuori bilancio in discussione, con una condotta a dir poco imbarazzante da parte della giunta, tra l’altro chiaramente contestata da qualcuno tra i consiglieri di maggioranza, in cui il suo assessore al Bilancio, che di fatto non conosceva nulla di ciò che discutevamo e ci ha raccontato come a fare i debiti fosse stato il Cucuzzaro e che a noi non restava altro che approvarli ( a proposito, avverta lei l’assessore Palermo che, in tema di bilancio, cosa pericolosissima a questo punto dell’anno, il comune di Corigliano-Rossano non ha ancora i PEG , Piani Esecutivi di Gestione ”disciplinati dall’art. 169 TULOEL (ex art. 11 del d.lg. 25.2.1995 n. 77) come strumento di programmazione e di autorizzazione alla spesa finalizzati a ordinare e a razionalizzare l’attività degli enti locali, attraverso la previsione di obiettivi, risorse e responsabilità di gestione, che risulta ispirata a criteri di efficienza, efficacia economicità e trasparenza dell’azione amministrativa” e senza i quali, avremmo una grave menomazione della nostra possibilità di spesa.

 

Nel terzo capitolo, il Consiglio sui “livellari”, (dove alla faccia del mio presunto rancore, non ho strumentalizzanto - pur potendolo fare- alla lotta politica, situazioni personali della sua maggioranza ancora tutti da chiarire). Ho ascoltato invece, il suo vicesindaco Malavolta confondere uno dei porti pù grandi del Mezzogiorno con una piscinetta gonfiabile da giardino, e ho chiesto (io), proccupato, al MIO sindaco ( cioè a lei) di svolgere personalmente la sua funzione di legge di membro del Comitato Portuale, usando tutta la sua autorevolezza non delegando a soggetti incapaci politicamente ( vede che ho capito che il sindaco è lei....?). A tal proposito, le ricordo che, con Protocollo 00129898U/I19, del 28.08.2019, è convocato il prossimo Comitato Portuale presso l’Autorità di Gioia, al quale la prego vivamente di andare presonalmente ( anche a bordo di un’autotobotte) e di far valere le istanze della nostra marineria e le potenzialità di Porto e Zes per il nostro territorio.
Nello stesso consiglio, dopo aver ascoltato - nel merito dei “ livellari” il tristissimo compitino per le vacanze, senza il minimale strumento politico, svolto in consiglio dalla sua assessora al ramo, tale Novello, tutte le minoranze hanno offerto il loro contributo per il deliberato finale affinchè l’assise uscisse unita e non dilaniata. Guardi, Stasi, non esiste un sindaco e poi da un’altra parte la sua giunta. Esiste un sindaco e le sue opzioni politiche. Ricordi che questi assessori li ha voluti lei e di tali scelte è responsabile politicamente. Dell’operato collettivo dell’Amministrazione, e di ogni suo singolo assessore!
E questa portentosa Giunta Comunale ( al completo), alle 16.30 di giovedi 29 agosto scorso, mentre la Città scoppiava di immondizia e di arsura, e le difficoltà per turisti e residenti erano indescrivibili, non trovava di meglio da fare che approvare la delibera n° 193, che, nonostante il fuorviante Titolo di “ Regolamento sull’Ordinameno degli Uffici e dei Servizi etc...”, in realtà conteneva la modifica (dell’Art. 2), del Regolamento di Composizione del Nucleo di Valutazione delle perfomances dei dipendenti comunali . Sostanzialmente, la vecchia norma per i requisiti per i componenti, prevedeva il limite di età di 65 anni, che la sua Giunta si è preoccupata di abolire (una vera e propria emergenza estiva!) Ora, sindaco, anche in ossequio della trasparenza che lei dice di amare tanto, le confido che la modifica dei criteri/requisiti per assumere la carica di componente del Nucleo di Valutazione avrà lo scontato e prevedibile effetto di condurre alla nomina di una figura già ben individuabile il cui nominativo ho comunicato in una lettera scritta e e depositata, in busta chiusa, negli scorsi giorni presso il suo studio ad un notaio.
Conosco le enormi difficoltà amministrative che lei ha ereditato, di cui certamente non ha alcuna colpa, ma dal nuovo sindaco (lei) ci sia aspetta davvero molto. Ci saremmo sicuramente aspettati un’attenzione diversa nei confronti di una quarantina di dipendenti dell’area tecnica, sottoposti da giorni a chiacchiericcio circa una loro “disseminazione” sul territorio comunale. Sono dipendenti, padri e madri di famiglia preoccupati dell’efficacia dei loro strumenti di lavoro, non di fare qualche chilometro in più. Persone stremate, avvilite, che in clima di confusione profonda svolgono, senza certezze, le dovute mansioni. Che hanno inteso mettere garbatamente ( lettera del 04.09.2019, PROT.72460) al corrente di questi timori il proprio sindaco (lei), che invece di rassicurarli ha , ricordando vagamente il più bieco questurino degli anni ‘70, chiesto le loro generalità per esteso...
Concludendo, sindaco, e ringraziando per l’attenzione, le ricordo che siamo alla prima settimana di settembre e non ha ancora presentato alla Città le sue linee programmatiche ( dovrà a norma di statuto, farlo entro il 13 p.v); che tra pochi giorni i nostri ragazzi entreranno in scuole piene di problemi strutturali E, nonostante ciò, ad oggi, non è stata spesa una parola sull’edilizia scolastica. Questo, non sarebbe stato mai possibile, nemmeno nella sua detestata prima repubblica. Può chiedere conferma a qualche dinosauro dell’epoca, con il bed &brekfast insonorizzato, che ha da sempre al fianco.
Quando si sente in giro il già rassegnato “ dategli tempo”, ormai significa che la gente guarda , disillusa, solo il calendario e non più i contenuti.

 

 


Io, sindaco, la sfido.
Non sul rancore, ma sulla consapevolezza. Non sull’astio, ma sulle soluzioni.
E sarà una sfida lunga, quotidiana, basata sulla conoscenza e sul controllo minuziosissimo di ogni atto amministrativo. La sfido sulla cooperazione fattiva. Questo è il mio ruolo. Per amore di questa Città.
Ps: faccia ripulire al più presto le griglie di raccolta delle acque bianche.....chè stanno arrivando le piogge......

Per Il Gruppo Consiliare Civico e Popolare
Il capogruppo Gino Promenzio

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