Stasi: il Commissario apra una discussione su bilancio e trasparenza

Il destino della Città non può decidersi al chiuso delle stanze.
Chiusa la fase di orientamento, chiusa la fase delle attenuanti, possiamo ora affermare che il commissario ed il suo ufficio, composto da altri tre sub-commissari, probabilmente non sono soliti discutere le proprie scelte e condividerle con il resto dei soggetti coinvolti nelle stesse: soggetti come la cittadinanza, le forze sociali, politiche, civili.

 

 

 

A questo punto è necessario che qualcuno faccia presente al Commissario che da queste parti siamo abituati così: le cose, sembrerà strano, ma ci piace saperle e discuterle e non abbiamo intenzione di adeguarci ad altri tipi di impostazioni, anacronistiche ed obsolete. Sarebbe il caso che Bagnato ne prendesse atto.

Avremmo voluto comunicare affabilmente questo disagio nelle sedi opportune, ma giacché lo stesso commissario – in quei tre o quattro giorni alla settimana che è in città – solitamente è sigillato in un'ala dell'ex comune di Corigliano inaccessibile, con tanto di guardiola e cartello affisso “Il commissario riceve solo su appuntamento” (tipo ministro o cardinale), allora non abbiamo potuto far altro se non adeguarci a questa forma di comunicazione, probabilmente meno istituzionale, ma almeno trasparente: quella sulla stampa.

E del resto se gli esiti della comunicazione istituzionale sono simili a quelli ottenuti sulla centrale di sant'irene, per la quale il commissario si è detto fermamente contrario, salvo poi produrre una delibera semiseria (“potrebbe essere incompatibile”) totalmente inutile ai fini della conferenza dei servizi, allora forse questo tipo di comunicazione farà risparmiare tempo a tutti. Certo, sulla questione della centrale da realizzare tra Rossano e Corigliano, siamo ancora speranzosi che l'ufficio del Commissario produca una delibera meno aleatoria, e sopratutto utile in sede di Conferenza dei Servizi: una azione che sosterremmo pubblicamente.

Detto ciò, crediamo che a questo punto l'ufficio del commissario, insieme all'area finanziaria del Comune, abbia iniziato a valutare e discutere il bilancio previsionale del 2018, ovvero il documento che posiziona le prime, fondamentali pietre della nuova città. Abbiamo ormai la quasi confermata impressione, però, che si voglia fare senza coinvolgere nessuno. Lo diciamo con chiarezza: questo tipo di scelte riguarda l'intera comunità e non un ristretto gruppo di persone di cui due su tre sono di passaggio. Ribadiamo al commissario che il nostro non è un Comune sciolto per mafia, dove trincerarsi tra le mura comunali per evitare ingerenze esterne, ma un esperimento ambizioso di fusione tra due realtà grandi ed importanti, che con la fusione hanno coraggiosamente investito nel futuro e che quindi meritano di essere ripagate con il coinvolgimento e la partecipazione democratica. Non vorremmo pensare che qualcuno voglia chiudere la pratica nel chiuso delle stanze perchè intende sopprimere qualche servizio, in questo caso ci si aspetti una reazione civile e politica importante.

Semmai la quaterna commissariale dovrebbe occuparsi, anche alla luce delle inchieste giudiziarie che stanno sopraggiungendo, di redarre immediatamente il piano anti-corruzione del Comune ed attuare la rotazione del personale. Lo ripeteremo fino alla noia. E se è vero che le inchieste giudiziarie non rappresentano condanne e da garantisti attendiamo il giudizio definitivo, è pur vero che certi provvedimenti (come la rotazione) sono imposti dalla legge per prevenire ogni eventuale utilizzo inopportuno del proprio ruolo amministrativo: il fatto che ancora non si sia provveduto ad attuare queste semplici norme lo riteniamo molto grave. Così come si dovrebbe procedere alla ristrutturazione della macchina comunale applicando criteri trasparenti ed oggettivi, per valorizzare finalmente i tanti lavoratori comunali che operano con abnegazione ed efficienza e quanto meno non premiare coloro che operano in maniera inefficiente. Senza criteri trasparenti ed oggettivi, carte alla mano, si rischia di prendere decisioni – nel migliore dei casi - per “sentito dire” ed è una eventualità che il nuovo comune di Corigliano-Rossano non si può permettere.

Lo abbiamo scritto nel nostro manifesto relativo all'alluvione: quante inchieste dovremo aspettare prima che si realizzi una impostazione di gestione del comune finalmente trasparente, partecipata e tesa all'efficienza?

Attendiamo quindi che la quaterna commissariale, oltre a prendere posizione sulle tante questioni che stiamo ripetutamente ponendo (per esempio sull'appalto del depuratore consortile laddove di recente è intervenuta una interdittiva antimafia), apra alla città una discussione sul Bilancio previsionale scandendo, con l'istituzione del comune unico, l'inizio di una pagina di partecipazione democratica e trasparenza che riteniamo fondamentale per lo sviluppo del nostro territorio. In ogni caso, come movimento civico, continueremo a vigilare ed a fare da cassa di risonanza a tutte le storture ed inadeguatezze rilevate nella pubblica amministrazione.

 Flavio Stasi

Portavoce Movimento Corigliano-Rossano Pulita

 

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