Il protagonista della politica deve essere il cittadino

La volontà generale deve andare oltre le riunioni di questi giorni che si tengono al di fuori delle sede dei partiti, per la precisione, in uno studio medico. In questi giorni di trattative, lo studio medico, è diventato  una succursale di sezione di partito dove esponenti del Pd locale, si riuniscono per imporre quella soluzione di continuità con il passato, queste riunioni carbonare, hanno un unico interesse:

portare alla quadratura di interessi personali e di gruppi, ed è qui, alla faccia del tavolo ufficiale, la cosiddetta “Carta di intenti” che si decidono le strategie, la spartizione delle poltrone e il futuro candidato a sindaco della città, che come vuole una certa prassi politica, deve rigorosamente rispondere alle aspettative di quel manipolo di persone che  ancora una volta si fa beffa dell’elettorato coriglianese, trattandolo alla stregua di tanti pappagalli. Per questo e per altri cento motivi, la città, non deve perdere la propria sovranità, siano i cittadini a scegliersi i futuri amministratori, incominciando a disertare le primarie che dovrebbero tenersi nel mese di marzo, primarie concepite e partorite con il solo fine di legittimare conti personali e diatribe interne al partito con regole e condizioni scelte da altri e dove il solito gruppo decide per gli altri. E’ questa la politica che Corigliano si merita? Esiste un comitato etico e di garanzia? Se esiste, vi sono le condizioni per gettare le basi per un governo della città stabile con soggetti politici credibili agli occhi della città e con un candidato a sindaco che si richiami agli ideali della sinistra capace di ridare speranza ad una società disillusa e scontenta della sua classe politica e che non faccia rimpiangere la destra? E’ naturale, chiedere al Pd come ad altre forze politiche di impegnarsi per prima cosa a mettere da parte le fazioni, a mettere fine al solito e stantio dibattito che a quanto pare non avere fine. E’ tanto chiedere che gli artefici dei malgoverni precedenti non vengano candidati? E’ naturale augurarsi un governo cittadino che governi, che cambi rotta senza rinunciare a politiche ed iniziative che mirino a scovare la enorme evasione dei tributi ? E’ naturale pretendere una politica che sia vicina ai bisogni dei cittadini ? Non è poi tanto chiedere ai pretendenti alla carica di sindaco di fare un passo indietro per evitare poi che le elezioni siano state inutili, ma più che altro evitare che dalle elezioni ne esca fuori un mosaico, una confusione di idee e di uomini che esporrà la città al rischio dell’ingovernabilità. Purtroppo, la credibilità di maggior parte dei partecipanti al tavolo delle trattative lascia a desiderare poiché sono sempre gli stessi politici che hanno relegato la città in una sofferenza diffusa e poi perché non hanno una ricetta credibile e giusta per la città. Sarebbe ora che i sacrifici li facciano loro, sarebbe ora che tanti ex amministratori pagassero le tasse come li paga l’onesto cittadino, sarebbe ora che la smettessero di pensare a sistemare il popolo dei cognati, dei parenti, dei figli e degli amici, sarebbe ora che imparassero il significato delle parole disciplina,  onore e legalità, farebbero bene a non rincorrere per forza la loro candidatura. Farebbero bene a farsi da parte e lasciare il posto ai tanti bravi ed onesti professionisti e non della cosiddetta società civile. Sindacalisti di professione, titolari di patronati e medici che si occupano di pensioni, farebbero bene i partiti a non candidarli, a non prenderli in considerazione, poiché in pieno conflitto di interessi, non fosse altro che il loro consenso elettorale è frutto di metodiche che si richiamano al voto di scambio ed al ricatto, non è una novità che questi, grazie alla loro attività si siano costruiti una carriera politica ed una vita economicamente agiata. Costoro farebbero meglio a non ergersi a falsi moralisti e ad accettare qualche critica, d’altronde anche il vecchio e vituperato Pci ha sempre vietato a queste categorie la candidatura nei posti chiave di governo, sia esso comunale, regionale o nazionale. 

Movimento centro storico: Un progetto per non morire
                                Giorgio Luzzi

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