Giuseppe Geraci un politico tutto d’un pezzo

Egr. sig. Oranges, la verità non appartiene a nessuno ma solo al tempo e alla storia. Giuseppe Geraci ha sbagliato nel 2006 perché ha accettato di candidarsi a sindaco come espressione di una coalizione di partiti al cui interno c’era tanto “marciume”, che poi quelle urna lo decretarono.

Giuseppe Geraci ha sbagliato nel 2009, perché aveva preso l’impegno solenne dinanzi alle piazze che, se non fosse arrivato al ballottaggio, non si sarebbe schierato con nessuno e poi, invece, sappiamo com’è andata a finire.

In politica ci vuole rispetto per il popolo, altrimenti tutto è finito. Fare e assumere quei toni e quei modi rigorosi e placidi, garbati e sostenuti, improntati alla sobrietà, utilizzati solitamente da Geraci, è qualcosa di bello ma di falso allo stesso tempo, e che servono solo a ingannare il buon senso della gente.


Quando Francesco Paolo Oranges, portavoce del candidato a sindaco Geraci, afferma che Geraci l’unico accordo l’ha sempre fatto con il Popolo compie un ulteriore oltraggio alla verità, umilia l’intelligenza di quello stesso Popolo al quale (benevolmente ma in malafede) fa riferimento.

La gente non dimentica, il popolo può essere ingenuo ma non è scemo. E’ può essere ‘scemo’ perché cerca di fidarsi da chi usa quei ‘toni’ (che Geraci sa utilizzare molto bene) che sono quelli propri di un buon padre di famiglia. Ma Geraci tanto nel 2006, tanto nel 2009 ha preso in giro il Popolo, e sappiamo come…
Questa è la verità, questo dice la storia.

Se  Geraci, così come avevano fatto tutti gli altri consiglieri, avesse firmato le proprie dimissioni da Consigliere comunale il Comune e la Città non avrebbero conosciuto l’onta e la tragicità del Commissariamento straordinario per mafia.

Oggi però tutto è ancora più chiaro. Perché molti di quei Consiglieri comunali dell’allora maggioranza Straface, che sono rimasti fino all’ultimo secondo utile a occupare la propria “poltrona” in spregio a ogni buon sentimento, calpestando ogni principio etico, facendo sì che l’irreparabile accadesse, li ritroviamo proprio tra le cinque liste civiche che sostengono Geraci.

In molti casi cambiano i nomi, in altri i cognomi, in altri ancora ci sono proprio loro, quei consiglieri che nel loro cinismo non hanno provato nessun amore per la Città. E poi ci sono figli, parenti e affini a quelli in molti chiamano, in maniera spregevole, i “palazzinari”.

La cosa più brutta è, che, il famigerato nuovo“patto” per la riconquista della Città,  Geraci e Dima, l’hanno fatto cercando di camuffarlo dietro belle «formulette» di mera facciata, ma hanno sottovalutato che il tempo dei babbi è finito e il popolo guarda e capisce ciò che si muove nei propri dintorni, specialmente dopo quello che di tragico è accaduto alla Città.

Geraci ha tradito molte di quelle persone che si sono “messe” nelle sue “liste” che erano ignari di questo accordo, ma, soprattutto, ha tradito ancora una volta Corigliano.

Corigliano Calabro 03.05.2013

Gruppo Spontaneo
Opinione Attiva

Stampa Email