Ti racconto la Storia di Corigliano (II capitoletto)

    II capitoletto - Il Mille e il Millecento
    E, intanto? Intanto, il tempo scorre ed in Calabria alla dominazione bizantina subentra quella dei Normanni, tra il 1054 ed il 1060. Di Corigliano i Normanni fanno un loro punto di riferimento, tanto che nel 1073, Roberto il Guiscardo, loro Signore, ordina di costruire nella parte alta del paese un fortilizio, quello che, ampliato nei secoli in superficie e in altezza, è oggi il Castello. 

    Accanto alla fortificazione, sette anni dopo, viene edificata la chiesetta di S. Pietro, là dove oggi ancora si ammira. Come è naturale, in meno che non si dica, intorno alla nuova chiesa ed al fortilizio, sorgono abitazioni di varia consistenza ed altre ancora ne nascono intorno ad un’altra chiesa, detta di Santoro, o di Ognissanti, edificata nel 1107 nella stessa zona. Le nuove costruzioni allargano la pianta del paese, che ora acquista una più precisa fisionomia, quasi a forma di triangolo: un agglomerato con una rocca e tre chiese, quella di S. Maria, di rito greco, quella di S. Pietro, di rito latino, e l’ultima, quella di Santoro. Tre chiese, dunque, e tre rioni.

    Dello stesso periodo vanno ricordati ancora due fatti: l’arrivo in paese, nel 1180, della famiglia Abenante, forse d’origine fiorentina, e la concessione in feudo del territorio coriglianese, nel 1192, da parte di Tancredi, Re di Sicilia, a Ruggero Sanseverino, già Conte di Tricarico nel materano ed ora anche primo Conte di Corigliano e del suo territorio.
    Anche il comprensorio intanto si urbanizza ed a ciò contribuisce l’accresciuta presenza di monaci, che fondano alcune abbazie, come quella basiliana del Patire del 1102, in zona collinare e ricadente nel territorio di Rossano, quella benedettina di S. Maria di Giosafatte nel 1110 in pianura, infine, quella cistercense di S. Maria di ligno crucis nel 1185, sulla strada per Acri ed oggi distrutta. Pure nella zona a mare viene edificata, agli inizi del 1100, una cappelletta, dedicata a S. Leonardo. Tra essa ed il mare, nello stesso tempo, comincia a svilupparsi un piccolo nucleo di pescatori. E’ la futura Schiavonea, così chiamata, perché abitata per la prima volta, nell’885, da alcuni Schiavoni slavi, affrancati dall’Imperatore bizantino.