La rabbia e lo sdegno sull’Ospedale Guido Compagna

    Quando la rabbia e lo sdegno riferiti alla azienda ospedaliera locale raggiunge livelli terribile è difficile trovare le parole giuste per esprimersi senza correre il rischio di far capire tutt’altro.Con le decisioni prese dalla giunta regionale Calabrese la politica ha perso, ancora una volta, l'occasione per tentare di far ricredere quanti, giustamente, hanno perso ogni fiducia nei confronti della politica stessa e dei partiti.


    Anche di fronte ad un malato grave, quale è stato rappresentato nel corso degli ultimi anni l'ospedale di Corigliano, il medico non perde mai la speranza di poterlo salvare e, di conseguenza, mette in atto tutte le procedure per raggiungere tale fine; ed anche se la malattia è incurabile non lo trascura per rivolgere le sue attenzioni  verso altri malati.
    I nostri politici regionali e locali e mi riferisco a Giuseppe Caputo , Giovanni Dima e a Franco Pacenza, negli anni non hanno saputo/voluto rivolgere le loro attenzioni verso la nostra struttura, dapprima in salute, ma man mano sfiancata dal ridimensionamento e dall'accorpamento con la struttura di Rossano per cui oggi assistiamo, inermi, alla parola fine che viene decretata alla Stessa dalla  giunta regionale.
    Non ci possono venire a dire che tali scelte sono dettate da esigenze del territorio perché anche i meno accorti riescono a capire come effettivamente sono andate le cose. I loro  sporchi piani e inciuci sono stati questi per fare grosse promesse e concedere favori ad altri politici e ad altre famiglie.
    A giustificazione della chiusura dell'ospedale di Corigliano è stato detto che non possono essere mantenuti attivi ospedali con meno di ……. posti letto (difatti la diminuzione dei posti letto è avvenuta dopo che la regione ha chiuso  i reparti di ortopedia, otorino e neurologia), ed inoltre perché nel corso del 2011 si è registrata una disaffezione dei cittadini di Rossano verso il nostro ospedale avendo essi scelto  di ricoverarsi presso altri ospedali ( da considerare che il 118 non ricovererà a Rossano per disposizioni della centrale operativa e che i malati con patologia chirurgica ed ortopedica non troverebbero più assistenza per mancanza dei reparti). Non si è poi tenuto conto che i reparti residui (Medicina, Geriatria e Lungodegenza) hanno lavorato a pieno regime con occupazione dei posti letto vicina al 100% con pazienti provenienti spesso da altri paesi anche lontani dal nostro.
    La delusione è grande. Su cosa possiamo ancora puntare?
    Forse su una riorganizzazione dei servizi territoriali che veda Corigliano punto di riferimento di tutto il distretto per servizi che siano di qualità e che contribuiscano a ridurre le lunghe liste di attesa che spesso costringono i cittadini a ricorrere a ricoveri ospedalieri, da giudicare impropri, per vedere esaudito il loro diritto  alla salute?
    L'impegno che mi sento di prendere, pur in questo momento di sconforto, è quello di essere vigile affinché questi impegni vengano rispettati per far sì che i cittadini di Corigliano, seppure obbligati a ricorrere ad altre strutture in caso di bisogno di ricovero, possano trovare in sede ogni risposta alle loro esigenze di salute; così come i cittadini dei paesi vicini, sede di ospedale , possano  venire a Corigliano per usufruire di servizi sanitari. A questo punto pretendiamo che vengano qui concentrati.

    Ruggero Cufone

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