15 settembre: il fascino della “Chiesiella” e il culto dell’Addolorata che rivive a Corigliano


Il prossimo 15 settembre, che quest’anno cade di sabato, ricorre la Solennità della Beata Vergine Addolorata. Un culto caro alla comunità di Corigliano, quello nei confronti della “Mater Dolorosa”, che continua a perpetuarsi nel tempo grazie all’impegno costante posto in essere dalla Congrega “Maria Santissima dei Sette Dolori” e che è profondamente legato alla storia della stessa città, e in particolare del suo centro storico.

Nel borgo antico, difatti, sorge la piccola Chiesa dell’Addolorata, risalente al XVII secolo e costruita sotto le mura bastionate della Chiesa dei SS. Pietro e Paolo. Così, nel 1884, su “Crono-Istoria di Corigliano Calabro”, Giuseppe Amato scriveva: “La decima è quella dell’Addolorata, volgarmente detta Chiesiella, piccola, angusta cappelluccia, posta sotto la sagrestia di S. Pietro. Ivi si conserva una statua dell’Addolorata, fatta dell’artefice in atteggiamento di un così profondo dolore, che guardandola muove a mestizia. È ufficiata da un Cappellano, detto Rettore, e della Congregazione, che secondo il Ferrario, ed il P. Pugliese, è la seconda Congrega per istallazione, essendo, in Corigliano, la prima quella di San Giacomo Apostolo. Questa Congrega veste un sacco, una rocchetta nera ed una fascia di colore celeste, su cui a lettere nere sta scritto Servi di Maria, e questa fascia vien posta a traverso sulla rocchetta”.

All’interno della Chiesa dell’Addolorata è possibile ammirare dipinti e arredi lignei provenienti dal Castello, nonché l’organo-cantoria, una “Crocifissione” a tutto tondo e una settecentesca statua lignea raffigurante l’Addolorata. Nel locale che funge da sagrestia si ammirano due tele del XVIII secolo, raffigurante “Madonna col bambino fra i santi Antonio abate e Agostino” e una “Annunciazione”.

La solennità della Beata Vergine Addolorata rappresenta un momento di fede e devozione popolare tuttora molto atteso e partecipato dalla cittadinanza, che ogni anno si ritrova in occasione del Triduo di celebrazioni in virtù della sensibile opera portata avanti dalla Congrega “Maria Santissima dei Sette Dolori” e dall’assistente spirituale Don Massimo De Novellis, parroco della Chiesa dei SS. Pietro e Paolo.

Corigliano risente fortemente della presenza della Confraternite e gli Archivi delle parrocchie più antiche, come S. Maria Maggiore e S. Pietro, ce ne danno testimonianza. Alle Confraternite veniva affidata l’animazione, in sintonia con il Clero, di alcune solennità come il Corpus Domini e di festività santissime a Corigliano, che culminavano con partecipate processioni: S. Giovanni (Ss. Rosario), S. Giuseppe, S. Lucia e l’Immacolata. Esse, pertanto, operavano attivamente nelle chiese di appartenenza. Nella Diocesi di Rossano ne rinveniamo 81, di cui 14 risultano essere state fondate in Corigliano. Secondo un atto pubblico redatto dal notaio Misciagna da Corigliano, datato 1 settembre 1727, la Confraternita “Maria SS. dei Sette Dolori” è la seconda per fondazione, essendo la prima quella di S. Giacomo Apostolo.

Fabio Pistoia

 

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