Celebrata a Corigliano la Festa delle Forze Armate e dell’Unità Nazionale

Per onorare la memoria dei caduti di tutte le Guerre e per ringraziare i soldati di ieri e di oggi…
E’ con questi sentimenti che la Città ausonica ha inteso commemorare il 4 Novembre nella ricorrenza, ormai storica, della Festa delle Forze Armate e dell’Unità Nazionale. Il corteo, partito da Piazza Compagna - ove ha luogo la sede dell’Associazione Nazionale Combattenti e Reduci – e che ha visto la partecipazione del Sindaco, del Presidente del Consiglio Comunale, 

della Giunta e dei Militari appartenenti all’Arma dei Carabinieri, della Guardia di Finanza e della Polizia Locale, arricchito dalla presenza dell’Associazioni Nazionale Carabinieri, dell’UNITALSI e degli Istituti Scolastici cittadini, ha attraversato Piazza del Popolo e, da Corso Garibaldi e Via IV Novembre, ha raggiunto la chiesa di San Francesco di Paola ove è stata celebrata la messa di suffragio animata dai ragazzi delle scuole. Il Parroco P. Giovanni Cozzolino, nel corso della sua toccante omelia, si è rivolto, in particolar modo, agli studenti ammonendoli sul significato della solenne ricorrenza e spronandoli a partecipare, attivamente e fattivamente, alla vita pubblica per perseguire il Bene Comune ed invitandoli a non cedere alla indifferenza e all’apatia. A seguire, all’intonare del Silenzio, eseguito dalla Banda Musicale “A. De Bartolo”, il Sindaco della città ha deposto la corona di alloro al Monumento ai Caduti. Era presente alla manifestazione anche Luigi Algieri, ultimo reduce coriglianese del Secondo Conflitto Mondiale, vivido esempio di grande combattente, scampato, per come ha affermato più volte, alle barbarie naziste solo per celestiale provvidenza. 

Geraci, nel discorso commemorativo della solenne ricorrenza, si è rivolto ai giovani e agli studenti, esortandoli a far tesoro e memoria del sangue versato dai nostri soldati per difendere l’unità della nostra nazione. “…non dimenticate questa data (4 novembre) – ha detto Geraci - imprimetela nel vostro cuore e nella vostra mente, perché essa è stata scritta da tanti giovani che hanno offerto la vita per Corigliano e per la Patria… In un mondo come il nostro, dove il NULLA sembra avere il sopravvento, deve permanere il ricordo di quei valori che ci hanno resi uomini liberi…”. Al termine alcuni scolari, visibilmente emozionati, hanno rivolto al Primo Cittadino alcune domande sull’evento.
Il tutto, per eternare la memoria dei nostri fratelli caduti e per cantare, ancora, il grande poema dell’Italia risorta…  

 

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