Come incide il gioco d’azzardo (e le sale) sull’economia italiana secondo l’Istat



L’Istituto Nazionale di Statistica (ISTAT) ha reso disponibili una serie di dati al fine di valutare, con estrema perizia di particolari, il contributo ed il relativo posizionamento dei settori economici in Italia, a seguito dei provvedimenti che tra marzo e maggio hanno riguardato l’intero territorio nazionale.


Il riferimento è ovviamente all’emergenza sanitaria legata al Covid-19, che ha costretto difatti il Governo ad attuare una serie di DPCM per ridurre sempre più il numero di attività aperte. Oggi, con la fase due ormai entrata nel vivo, questi dati sono ancora più importanti per capire l’impatto di determinati settori economici giocoforza limitati dalle urgenti disposizioni governative. L’approfondimento dell’Istat ha preso in esame tutto l’intero sistema produttivo, anche quei rami che hanno proseguito la loro attività e quelli che, invece, l’hanno sospesa. Ovviamente tra i settori economici e produttivi spicca anche il gioco d’azzardo, di cui l’Istat ha fatto una panoramica prima generale e poi maggiormente approfondita.

Di seguito qualche numero. Le imprese del settore oggi sono 10.785 unità, gli addetti ai lavori poco più di 45.802. I dipendenti ben 33.083, gli indipendenti 12.729. Al Nord l’Oscar per la quota occupazionale (26,7%), mentre il Sud insegue al 24,7%. Il Centro Italia chiude, invece, col 23,5%. Le imprese del gioco hanno un grande grado di fatturato dalla loro, classificato da Istat come “elevato”. Ottimi risultati anche per il grado attivazionale del lavoro, in crescita grazie alla spinta del settore italiano dei casinò online, mentre è al ribasso quello legato alla produttività, e alla rilevanza sistemica nelle medie imprese.

Diverso, quasi impietoso il giudizio sulle sale da gioco. Qui la base di dati settoriali fornisce varie informazioni per ogni settore a 5 cifre ATECO. I parametri considerati fanno riferimento alla struttura, alla performance economica, alla internazionalizzazione, alla concentrazione territoriale e alla capacità di attivazione sul resto del sistema produttivo. 

Ciascun settore dà il suo contributo al valore aggiunto, relazionato a quello generato dalle proprie attività e dalle relazioni con altri settori. 

Per le sale da gioco si parla di 1.648 imprese, con 6.308 addetti. Di questi 4.108 sono diretti e, nel 25% dei casi, occupati nel Nordest del Paese. Stando ad Istat le sale da gioco hanno un grado di rilevanza economico basso, che diventa medio-basso per quel che concerne l’attivazione dell’occupazione ed il grado di produttività. Basso anche il grado di rilevanza sistemica media delle imprese del settore. 

Da qui le conclusioni: è emersa una netta discrepanza tra la filiera del gioco d’azzardo e le sale del gioco fisico, che danno un contributo decisamente minoritario al sistema. Più rilevanti, invece, risultano tutti gli altri elementi che fanno parte della filiera del gambling in Italia, che vanno dalla produzione dei giochi all'attività di marketing.

 

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