La favola dell’utopia

Il sonno è ristoratore del corpo,
trasporta la mente con fantasia nel regno utopistico del sogno.
Figure senza corpo si animano.
Omero ! Il cantore che con la mente vede.
Calcante ! Figlio di Testore,indovino,veggente che tutto prevede.

 

 

 

Passeggiano in uno spazio senza tempo.
Dimi ! Indovino Calcante :
perché l’uomo insegue ricchezza e potere,
quando il suo tempo di vita è cosi breve ?
Solo il fato o colui che tutto muove sa.
Tutte le divinità religiose convoca Omero,
nel palazzo d’oro costruito da Zeus sopra le nuvole.
Horus ! Il Dio Sumero,con tono deciso :
noi viviamo nella fantasia partorita dall’uomo per placare le sue paure e speranze.
Zeus ! Chiama Astrea ! Dea della giustizia,Atena ! Dea della sapienza e delle arti,
Calliope ! Figlia mia, Dea della poesia.
Solo Calcante risponde : la Cultura, la Giustizia,la Sapienza,reggono i pilastri sociali,
l’ignoranza umana li ha soppresse.
Con dolore e rabbia si strappa le vesti Zeus;
ordinando : drappeggiate di lutto l’Olimpo,
arpe,liuti,cetre,tacciano,con fiochi luci illuminate il Pantheon.
Nella sala ombrosa,irruppe Demetra,la Dea Madre,
figlia di Crono e Rea,sorella di Zeus.
Nelle mani regge fasci di grano e papaveri, “ nutrimento e oppio” ;
con eloquenza e tribolazione:l’umanità vive in uno stato di servilismo,
gestita e governata da un potere Oligarchico.
Eletto e accettato democraticamente da una società senza senso civico.
I popoli hanno i governi che si meritano,
in base alla loro cultura o ignoranza;
al loro grado di civiltà o di servilismo; di grandezza o di decadimento.
Gli spazi sociali sono occupati con disonestà e corruzione da :
Mafie,Lobby,Associazioni non profit,gestori della vita sociale.
Le assunzioni nella Pubblica Amministrazione sono spartite in modo clientelare.
Le donne sono merce di scambio,usate come concubine,
cortigiane asservite ai giochi vaginali e uterini del potere.
Si definiscono liberisti i nuovi colonialisti,
con il loro strapotere distruggono con genocidi crudeli,
divorandosi popoli e culture per omologare tutto e tutti.
Piange d’umane lacrime il grande spirito di Manitù,
ricordando il genocidio degli Indiani d’America.
Hanno trasfigurato la realtà in un mondo virtuale,
dove lo stereotipo pubblicitario è il modello di vita.
La Giustizia è al servizio del potere di turno.
La povertà dilaga fra le pieghe di una ricchezza disumana.
I valori morali,un lontano ricordo filosofico.
Hanno riempito di scorie radioattive le viscere della terra,
inquinando e producendo cibo avvelenato.
La donna! Dona la vita nel suo piccolo grembo:
la custodisce,la preserva e la partorisce,per la continuazione della vita;
anche i figli dell’uomo verranno contaminati.
Zeus! L’uomo deve essere fermato.
Tutte le divinità religiose sono concorde.
Una fitta coltre di nebbia scese sulla terra,dove l’oblio avvolse tutta l’umanità.
Morfeo! Dio del sonno,
strinse tutta l’umana gente fra le sue braccia,estirpando dal DNA il tarlo:
del potere,del possesso,della ricchezza,
rasserenando il cuore umano dalla sua arroganza.
Un lento risveglio soleggiato riscalda l’umanità,
visi sereni,sorrisi gioiosi allietano l’aria festosa.
Finalmente c’è festa nel paese dell’utopia.
Piangono i ricchi e ridono i garzoni,
solo quando dal cielo piovono salsicce e torroni.
La marcia trionfale dell’Aida allieta il clima festoso.
In sogno,nel sogno è la bellezza e felicità sociale.
Con passo lento,la luna cede il passo al sole,
in lontananza il canto strillante del gallo,
piccoli rumori,rintocchi di campane,
il gorgoglio aromatico del caffè.
Tommaso! Tommaso! Tommaso Moro,il caffè è pronto.

Luigi Visciglia     5 Ottobre 1019 

 

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