L’uomo animico

11 Gennaio 2019
Non c’è armonia e pace
nel labirinto sociale.
Uragani filosofici spirano
inneggiando al materialismo

 

 

Nell’esaltazione del proprio io:
avidità, ricchezza, sottomissione morale,
impoverimento del simile, dominio,
generando sudditanza sociale.
L’ingorda anima galoppa
raggiungendo il nefasto potere,
seminando distruzione e morte,
Se il soffio del vento senza tempo
non muta le pudriche anime,
triste sarà l’avvenire dell’umana specie.
Violati i limiti prischiani,
innalzando templi senza fede,
alimentando il tritacarne umano.
Madre Natura!
Dalle viscere delle terra
plasmò, generò, partorì,
con un bagliore di luce,
annunciò:
“Ecce Homo Animico”.
Ostile al potere e alla ricchezza,
consapevolezza dell’animo, saggezza,
coscienza civile, uguaglianza, solidarietà.
La tirannia divide le coscienze,
regnando nel suo vivere,
schiavo della sua avidità
nel suo corpo che nasce e muore.
L’egotico potere!
Avverso all’uguaglianza umana,
ordina!
Estirpate “Ama il prossimo tuo…”,
lo schiavo nasce per servire.
Crocifiggitelo!
Sul Golgota sanguina la croce.
Il Nazareno!
Sì! Animico è il suo pensiero.
La polvere del tempo, il soffio del vento,
non disperderanno la sua impronta
di libera coscienza umana.

Animico: uomo non amante del potere e della ricchezza.
Egotico: uomo senza coscienza umana.
I limiti prischiani: limite religioso invalicabile.
 

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