Corigliano, getta i pannolini del figlio e impugna la multa

“Dal Comune poca chiarezza sulle norme in vigore”.
Una formale missiva inviata al Sindaco di Corigliano Rossano, al Responsabile del settore della Polizia locale, al Prefetto di Cosenza, al Presidente della Provincia di Cosenza e al Presidente della Regione Calabria. Ad inviarla è un avvocato del Foro di Pesaro, patrocinante in Cassazione, a nome e per conto di un cittadino residente nell’area urbana coriglianese, multato nei giorni scorsi dai Vigili urbani dopo aver gettato i pannolini del figlioletto. 

Nell’articolata comunicazione, si contesta e s’impugna l’atto, chiedendone l’annullamento, con dovizia di motivazioni.

“Veniva elevato, da parte della Polizia Municipale, il verbale n. 08.2020 per la violazione delle norme di cui al Regolamento comunale per la gestione integrata dei rifiuti urbani vigente, modificato con Deliberazione di Giunta Comunale n. 85 del 27.08.2019, con il pagamento da effettuarsi in misura ridotta entro 60 giorni della somma di 150,00 euro. La predetta multa – si legge – veniva elevata in quanto lo scrivente “depositava un sacchetto di spazzatura di peso inferiore a 5 Kg nei cassonetti della indifferenziata non rispettando il calendario previsto per il martedì”.
L’uomo, effettivamente, nella data nella quale lo stesso è stato sanzionato, “depositava all’interno di un bidone dell’indifferenziata un sacchetto di spazzatura contenente dei pannolini del figlio minore di un anno. È appena il caso di evidenziare come i pannolini sporchi rientrino nella categoria dei prodotti non differenziabili, salvo il caso in cui vi siano dei bidoni appositi per la raccolta dei pannoloni e delle feci degli animali, per cui lo stesso effettuava un deposito nel cassonetto corretto, collocando il tutto all’interno e quindi premurandosi di non lasciare niente all’esterno degli appositi contenitori, evitando così di aggravare ulteriormente il degrado ambientalevenutosi a creare nel periodo di emergenza Covid-19 e post Covid-19. Si evidenzia pertanto – prosegue la missiva del legale difensore – che per ovviare o almeno alleviare la degradante e insalubre situazione e l’inefficienza dei servizi di nettezza urbana che a causa dell’emergenza sanitaria hanno diradato se non sospeso il prelievo dei rifiuti porta a porta, l’uomo abbia avuto la diligenza di prendere le misure più idonee a salvaguardare le condizioni igieniche dell’ambiente circostante, disagio e probabile assenza totale di servizi”, come si desume anche da articoli di stampa di quei giorni che testimoniano “la complessa gestione rifiuti e la difficile e lenta ripartenza a seguito della pandemia, nonché l’inasprirsi di una condizione già problematica e insostenibile in tempi precedenti al diffondersi del virus, tanto che lo stesso Comune prendeva iniziative importanti già a partire da gennaio del corrente anno”.
Ma cosa contesta, in particolare, il concittadino nei confronti del quale è stato elevato il verbale? È presto detto e accuratamente illustrato dal suo avvocato: “Non risulta comprensibile e può fuorviare facilmente l’utente il fatto che lo stesso possa usufruire contemporaneamente di entrambe le possibilità (raccolta porta a porta e cassonetto dell’indifferenziata), per cui ad una situazione di estrema negligenza si è cercato di riparare con la soluzione che sembrava più consona, considerato peraltro che le autorità locali non hanno dato alcuna indicazione al cittadino, mettendo lo stesso in una situazione di assoluta gravità anche e soprattutto da un punto di vista salutare. Preme inoltre porre l’attenzione sul fatto che, pur effettuando approfondite ricerche telematiche, non è in alcun modo possibile pervenire e reperire né il Regolamento comunale per la gestione integrata dei rifiuti urbani sopra menzionato né, tantomeno, la Deliberazione di Giunta Comunale n. 85 del 27.08.201 9 che non risultano in alcun modo pubblicati, quindi ci si chiede come il comune cittadino possa essere esattamente informato delle normative in vigore e comportarsi di conseguenza”.
Da qui la richiesta, in via principale, dell’annullamento della sanzione, oppure, in subordine, la riduzione di essa al minimo previsto, considerando il fatto che lo stesso cittadino “ha anche provveduto immediatamente alla rimozione dei rifiuti in oggetto, mostrando un senso civico e una pronta disposizione a collaborare al fine di mantenere l’ambiente in cui vive il più pulito e salubre possibile”.
E il diretto interessato, in conclusione, non risparmia una “stoccata” finale all’indirizzo dell’Amministrazione comunale: “Ho ripetutamente cercato di parlare, ma invano, con il Sindaco, per spiegare l’accaduto e la problematica esposta, ma in compenso mi è stato risposto dalla sua segreteria che lo stesso non avrebbe potuto fare nulla in merito. Io, invece, penso esattamente il contrario, poiché questa da me sollevata è una questione che interessa tutta la cittadinanza”.
Fabio Pistoia
 

Stampa Email