L’allarme dell’Europol: “Le ‘ndrine di Cirò e Corigliano nel traffico di armi con ex Jugoslavia e Albania”

Written by Fabio Pistoia on . Pubblicato in Cronaca

“Nell’Unione europea sono attive circa quattromila organizzazioni criminali di stampo mafioso. Le più potenti militarmente ed economicamente sono quelle italiane. Esse diventano più pericolose poiché sono sempre più collegate tra di loro e unite da obiettivi comuni quali i profitti di natura economica. Queste organizzazioni sono attive in Europa soprattutto nel campo del commercio internazionale, del trasporto globale, nella comunicazione mobile e nei settori dei media, internet compreso, generando una vera e propria rete criminale organizzata.

 Le nuove mafie hanno compreso che cooperare tra di loro conviene. Le autorità di contrasto al crimine organizzato dell’Unione europea, di contro, non sono preparate per affrontare questa nuova emergenza. Europol descrive la presenza della criminalità organizzata italiana in Europa come in crescente aumento e più potente rispetto all’ultimo quinquennio”.
È l’allarme lanciato oggi a livello nazionale da Vincenzo Musacchio, giurista e presidente dell’Osservatorio Antimafia del Molise, il quale punta l’attenzione anche sulle realtà criminali di Cirò e di Corigliano, nel mirino dell’Ufficio europeo di polizia.
“Secondo l’ultimo rapporto di Europol, la ‘ndrangheta avrebbe acquistato molte azioni di Gazprom, detentore del monopolio russo del gas e azionista in molti paesi del nord dell’Europa. Due ‘ndrine (una di Cirò e un’altra di Corigliano Calabro) – scrive Musacchio – sono ritenute coinvolte nel traffico di armi con gruppi criminali dell’ex Jugoslavia e dell’Albania. In Spagna, invece, ci sono basi logistiche di Cosa nostra, camorra e ‘ndrangheta che gestiscono il traffico di droga, di armi, di esseri umani in Sud America e Nord Africa. Prova di tali traffici sono gli arresti di Alessandro Pannunzi, detto “il principe” del traffico internazionale di stupefacenti, o quello di Salvatore Zazo del clan Mazzarella-Zazo di Napoli, e del latitante Paolo Di Mauro del clan Contini, tutti arrestati a Barcellona. In Spagna, le mafie italiane hanno una base molto importante per il reinvestimento del denaro sporco, in attività commerciali, immobiliari, catene di ristoranti e altre attività connesse al riciclaggio di capitali. Le nostra mafie sono presenti anche in Svizzera, Austria e in altri paesi dell’Europa centrale. In Inghilterra, invece, controllano il mercato delle droghe provenienti da Turchia, Afghanistan e Pakistan. Le mafie hanno stabilito le loro attività criminali anche nei Paesi Bassi, dove vi sono basi logistiche della camorra (clan Gionta, Nuvoletta di Marano, Sarno Licciardi e Di Lauro di Napoli) e della ‘ndrangheta (clan di Mancuso Limbadi, Morabito, Palamara-Bruzzaniti di Africo e Strangio, dalla provincia di Reggio Calabria); sono recentemente presenti anche clan provenienti dalla Puglia (come frange della mafia garganico-foggiana, i Madonella di Bari e gli Scarci di Taranto), che si sono stabiliti tra Amsterdam e Rotterdam. Il porto di Rotterdam, che è il più grande in Europa, è stato spesso teatro di operazioni anti-droga che testimoniano come gli stupefacenti dal Sud America arrivano in questo porto per essere smistati in tutta Europa”.
Fabio Pistoia


 

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