Ancora Grazie, Vergine Addolorata…!

BUONA PASQUA A TUTTI!
Avverto, forte, il dovere di rendere grazie a quanti si sono adoperati perché le pie e sante tradizioni che ci hanno preparati alla Santa Pasqua, anche quest’anno, venissero riproposte e tramandate. Grazie, Parroci di Corigliano Centro Storico – con un particolare pensiero a don Santo Aquilino e a don Massimo De Novellis, pastori delle Matrici di S. Maria Maggiore e dei S.S. Pietro e Paolo – perchè, pur tra molteplici difficoltà di ogni natura, avete, ancora una volta, “attrezzato” le vetuste ma altrettanto belle chiese a voi affidate, sì da rendere l’atmosfera di “quei giorni” più cariche di mistero e più intrise di fede.


Grazie, giovani, donne, uomini di queste comunità perché, pur tra la scarsezza dei  mezzi e la pochezza delle umane risorse, avete reso un alto, valevole, disinteressato e quantomai, prezioso contributo perché il tutto si riproponesse come una volta: gli Altari della Reposizione, i parati e i paramenti,  la Solenne, sentita e suggestiva Processione de “I Flagellanti”, commovente e sentita, coinvolgente e partecipata.   
Grazie, donne, giovani, anziane, che, provenienti numerosi da ogni parte del nostro vasto territorio, non avete lasciato, un solo istante, la Ghiesiella ed avete voluto “vegliare” insieme a Lei, l’Addolorata, per tutta la notte del Giovedì Santo, meditando, ascoltando, cantando e lodando, anche con nenie in vernacolo, i dolori e le sofferenze di Cristo e della sua Madre.
Grazie, Congrega di Maria SS. Dei Sette Dolori, mio amato Sodalizio, perché, custode dei tesori e del messaggio della Passione, ancora una volta, hai riproposto, in maniera encomiabile, con la Solenne Processione dei Misteri, l’annuncio della Morte del Redentore.
Grazie, giovani amici della Francia che, non dimentichi dei vostri avi e delle vostre radici coriglianesi (mi riferisco, in particolare, alla figliola di Rina Santelli e del compianto Sandro Ferrarese), avete voluto visitare la città, appositamente, durante il Triduo Pasquale. Le riprese, minuziose, particolareggiate, faticosamente effettuate per le intere giornate e nottate di Giovedì e Venerdì Santo, faranno conoscere le nostre tradizioni anche oltr’Alpi e in terra gallica. Dirvi grazie, quindi, è troppo poco!
Grazie, diletto popolo di Corigliano, perché sei stato e rimani l’unico, vero, autentico protagonista di questi scenari indescrivibili ed immutabili di Fede, devozione e pietà cristiana. A te solo è dato usare come inchiostro il Prezioso Sangue che sgorga dal costato del Redentore, come penna la spada conficcata nel Cuore di Maria e come carta il Manto che copre il suo capo, per scrivere, pur tra i tormenti, le afflizioni, i travagli, i conflitti, di questi ultimi tempi, la pagina della tua “storia”…
 Perché sia veramente Pasqua! Passaggio, cioè, da una condizione di inferiorità, di sofferenza, di dolore, ad una di superiore grandezza, di prosperità, di serenità.
Ritengo sia questo l’augurio più bello per la nostra amata città.
Franco Oranges

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