Gli effetti del coronavirus sui soggetti più fragili

Gli effetti del coronavirus sui soggetti più fragili ovvero: persone disabili, persone anziani o altre persone con malattie pregresse. In quest’articolo voglio dire la mia sulla diffusione del coronavirus, e sugli effetti che sta avendo sulle persone fragili; partendo da come è stata originata questa malattia anche se sull’origine del virus si hanno notizie incerte.

In primo luogo dobbiamo dire che ancora tutt’oggi non si sa nulla sulla vera origine sulle cause del coronavirus, e quindi, nessuna ipotesi va scartata a priori; infatti il 17 marzo 2020, uno studio pubblicato su Nature afferma che la struttura genetica del virus è incompatibile con qualsiasi alterazione artificiale oggi conosciuta e che, a conferma dei precedenti studi, la sua origine è probabilmente animale. Questa è la tesi condivisa dalla maggioranza degli scienziati. Infatti è passato un anno e ancora il virus non è stato debellato del tutto.
Inoltre verso la fine di gennaio del 2020 il virus si è diffuso a Bangkok (Thailandia), Tokyo (Giappone), Seul (Corea del Sud), Cina, Taiwan, Hong Kong, Macao in Malesia, Stati Uniti, Vietnam, Singapore, Francia, Germania, Australia, Canada, Nepal, Cambogia, Sri Lanka, Italia, Emirati Arabi, Regno Unito, Brasile, Russia e Spagna.
Alle 24:00 del 1 febbraio 2020, la Commissione Nazionale di Sanità (istituzione cinese) indicava: 14.411 casi confermati di cui 2.011 considerati gravi, 304 decessi, 328 pazienti guariti e dimessi, 19.544 casi sospetti, 118.468 persone sotto osservazione medica. Questo per quanto riguarda la prima ondata di diffusione del virus. Ma fra gennaio, febbraio, e i primi di marzo il virus arrivò anche in Italia, fino a che il 9 marzo del 2020 l’allora presidente del consiglio dei ministri Giuseppe Conte decide per un lockdown generale in tutto il paese.
A quel punto il popolo italiano si trova ad affrontare un periodo triste sia dal punto di vista psicologico che dal punto di vista economico; dal punto di vista psicologico perché il morale del popolo Italiano è costernato da ansia, paura e preoccupazione, non solo perché la gente è costretta a rimanere chiusa in casa e, quindi, non oso immaginare il caos psicologico che questo virus abbia potuto creare alla gente. Dal punto di vista economico la diffusione del virus ha creato un’enorme crisi, in quanto tutte le attività hanno dovuto chiudere tranne i negozi di generi alimentari. Ma certo anche se chi ha deciso di prendere la decisione non lo ha fatto senza nessuna colpa, in quanto in qualche modo ci ha protetto un bel po', perché la salute va sempre salvaguardata, anche se il periodo che abbiamo vissuto e che ancora viviamo è di notevole tristezza, per il gran numero di mortalità che non solo nel nostro paese, ma in tutto il mondo questo virus ha causato. Nel nostro paese la provincia dove il virus ha causato molte vittime è stata Bergamo mentre ricordo che la regione più colpita all’inizio della pandemia è stata la Lombardia seguita dal Piemonte e dall’Emilia Romagna; fino ad arrivare nelle regioni del sud e nella nostra Calabria. Ma c’è da dire che all’inizio della pandemia nella situazione venne gestita molto bene, soprattutto grazie alle linee restrittive forniteci dalla nostra compianta presidente di regione Iole Santelli che ha saputo gestire una situazione non facile. Inoltre vorrei che dal punto di vista sociale la pandemia ci ha colpito notevolmente perché la gente ha perso quelle che erano le loro abitudini quotidiane, si sono perse cose come abbracci, baci, carezze, e strette di mano insomma anche dal punto di vista emotivo sì è perso tanto, e a soffrirne le conseguenze di questa pandemia sono le categorie persone più deboli, ovvero gli anziani e i disabili e le persone con malattie pregresse in quanto queste persone andavano tutelate in quanto risultano i soggetti più a rischio ma i disabili secondo me sono stati colpiti anche da un punto di vista morale perché se prima per loro vivere quotidiano era “normale” adesso in loro è aumentata la paura, l’ansia e la preoccupazione. Inoltre vorrei dire che ho letto i versi che il professor Giovanni Ferrari, già docente di lingua e letteratura Francese presso il dipartimento di linguistica presso la facoltà di lettere e filosofia all’università della Calabria (unical). Ed attuale docente di lingua e traduzione francese presso le prestigiose università di Napoli Federico II. L’università di Urbino Carlo Bo e l’università Magna Grecia di Catanzaro. Nella prestigiosa rivista “EDSCUOLA”. In cui lo stesso professore ha voluto dare un titolo molto significativo e pieno di riflessioni dolci e amare in relazione al periodo triste in cui stiamo vivendo e attraversando, il titolo della poesia e il Coronavirus e la Santa Pasqua. Io vorrei dire che questa poesia incombe perfettamente col periodo che stiamo vivendo sia perché la pasqua è un periodo che infonde tristezza ma ci induce anche a riflettere.     

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