Coronavirus…un “calcio” ed un “abbraccio”


Dopo il Coronavirus saremo migliori? Anche dopo l’11 settembre si diceva che tutto sarebbe cambiato ma non è cambiato nulla. Il Covid-19, ospite sgraditissimo delle nostre esistenze, ci ha resi più buoni o cattivi?

 Ha vinto la solidarietà dell’emergenza o il cinismo della conservazione? Tanta gente si è data da fare, donando il possibile, in risorse umane ed economiche a chi ha perso il lavoro, la casa, tutto! Si perché il Covid-19 oltre a”consumare” il respiro , ha soffocato l’esistenza di tante famiglie. Tanta gente si è messa a disposizione, sostituendosi alla politica, che continua ad operare sulla ricerca di un nemico che fomenta i peggiori sentimenti degli uomini, costringendo tante attività a chiudere per sempre, abbandonando i propri cittadini. Non c’è cosa peggiore quando lo Stato abbandona anche uno solo dei suoi figli! Questa pandemia non ci ha reso né più buoni né più cattivi. Ognuno ha svelato la sua natura. Quanto ci costa l’assenza di contatti con il vicino di posto, l’abbraccio di un genitore, le carezze ad un nipote. Ma gli abbracci torneranno in un giorno luminoso. Ed allora forse si che ne usciremo migliori, allora forse capiremo il significato di un abbraccio. Un abbraccio grande, dove ci siamo tutti, malati di Covid-19, medici, infermieri, imprenditori, operai, disoccupati, gente comune, un abbraccio che spezza questo “maledetto” Covid-19, un abbraccio che ci arriva dall’alto, da un amico che ci “ama troppo” per lasciarci da soli. Francesco, ora è il momento di metterci una buona parola, anzi, di dare un “calcio” a questa pandemia…
francesco caputo
 

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