“Nu juorno buono”… “Corigliano che muore”, parte seconda


Una Città che muore, scrivevo settimana scorsa, parlando del degrado, sotto gli occhi di tutti, della Città di Corigliano Rossano, nello specifico, Area Urbana di Corigliano. Una Città che protesta e lo fa nel modo giusto, senza isterismi, ma consapevoli che così non si può andare avanti.

 E’ finito “Nu juorno buono” anzi, non è mai iniziato, a parte quel poco di fumo negli occhi “buttato”, ad inizio mandato, con qualche lavoro di manutenzione, dopo, il nulla! Rocco Hunt, nella sua canzone, “Stammatina m'a scetat' o' sol”, a Corigliano, se ti va bene, la mattina, riesci a farti una doccia o a lavarti la faccia, se hai la fortuna di avere l’acqua . Lasciando stare il problema rifiuti, anche se voglio ricordare a qualcuno, che era facile sui “palchi” attaccare la precedente amministrazione, per poi ritrovarsi a governare senza la possibilità di risolverlo. Per non parlare del decoro urbano, della sicurezza e dalla salute dei cittadini, con la Città invasa da animali e topi. Non serve mettere “in pompa magna” foto di interventi presso il lungomare, di qualche sostenitore dell’amministrazione, un cucchiaio di zucchero è davvero poca cosa in un barattolo pieno di sale. Non serve aprire un reparto covid-19 col rischio depotenziamento di quei pochi reparti funzionanti. Il coronavirus non può e non deve essere la scusa della situazione della nostra Città, non è possibile e concepibile pensare così! Sempre Rocco Hunt, nella sua canzone, “Questo posto non deve morire, La mia gente non deve partire”. L’augurio che faccio alla mia Città, l’augurio che faccio alla mia Gente…
francesco caputo

Stampa Email