Magna Graecia. Evento Crotone, un successo. Lotta al cannibalismo centralista

Crotone – Cresce l’attenzione attorno al Comitato “Magna Graecia”. Nella seconda uscita pubblica, ospitata presso la sala delle adunanze del Comune di Crotone, si è registrata una straordinaria cornice di pubblico, qualificato e attento.

 Più di 50 le adesioni assunte tra amministratori locali, associazioni, persone fisiche. Altrettanto apprezzata dal Comitato la partecipazione massiva dei rappresentanti della carta stampata, dei giornalistici operanti nel settore  radiotelevisivo e dei social, che hanno partecipato alla conferenza stampa tenuta per  l’occasione un’ora prima dall’inizio della presentazione ufficiale. Un ringraziamento il Comitato lo rivolge al Comune di Crotone per l’ospitalità prestata.

Grande successo di pubblico, dunque, ed entusiasmo per l’iniziativa intrapresa dal Comitato. Ribaditi i punti salienti: riequilibrio del dato demografico delle 5 province esistenti; attuazione dei principi di pari dignità tra aree territoriali calabresi; lotta al centralismo attribuibile alle classi dirigenti espressione dei capoluoghi di provincia e di regione sprovviste di una visione lungimirante dell’intero sistema Calabria; rivendicazione dei diritti costituzionali calpestati, quali il diritto a una giusta ed equa mobilità pubblica, a un più efficiente servizio sanitario, al ripristino di una giustizia di prossimità, al rilancio del sistema produttivo, turistico, agricolo.

 

Le due aree della Sibaritide e del Crotoniatide sono vittime di un vero e proprio atto di cannibalismo socio-economico-produttivo. Il tracollo di Crotone e di Corigliano Rossano nasce da una cabina di regia ben precisa. Nella città di Pitagora vi erano tutte le condizioni affinché, la stessa,  potesse divenire un vero punto di riferimento per l’intero sistema Calabria. E invece, è stata ridotta ad area depressa, fanalino di coda per qualità della vita nella classifica nazionale delle 107 province italiane, per tasso di disoccupazione e per produttività. Dati assurdi determinati da un atteggiamento di vero ostruzionismo perpetrato da una classe dirigente centralista miope, avvitata su se stessa, e sprovvista di una visione politica di ampio respiro. Tutti fermi di fronte a un atteggiamento dello Stato inqualificabile che propone  l’industria pesante, compromettendo le sorti vocazionali dei due territori, da un lato Pertusola (Crotone), dall’altro ENEL (Corigliano Rossano), determinando di fatto la morte  in eterno di prestigiose aree sulla costa ad alta vocazione turistica. Oggi, in quelle aree, sussiste un ammasso di materiale ferroso  e abbandonato, mai rimosso, e senza giungere ad alcuna bonifica.

Una cabina di regia che tende ad uccidere l’economia del versante jonico rivierasco: sono stati citati, non a caso – nel corso dell’incontro - i processi storici ed attuali della rete infrastrutturale. Cenni sullo scempio della tratta ferrata jonica, i cui lavori di elettrificazione Taranto- Metaponto- Sibari- Cosenza si completarono negli anni Ottanta, isolando il tratto Sibari- Crotone. Strategia che, per via della evoluzione tecnologica di Trenitalia, provocava la soppressione di convogli e stazioni ferroviarie. Lo stesso disegno criminale è in atto per la statale 106 jonica: finanziata la tratta Roseto-Sibari a 4 corsie e già pronto il collegamento Sibari – Firmo. Mentre per il segmento Sibari- Crotone è prevista la realizzazione di rotatorie. Tutto questo ha sortito l’effetto di una morìa graduale dei territori del crotoniatide e in larga parte della Sibaritide. Verificando le condizioni dell’arteria è constatabile visibilmente come la vera priorità fosse proprio la tratta Sibari-Crotone.

 

Occorre, al contrario, accelerare il processo di elettrificazione della tratta ferrata, battersi per un 106 a 4 corsie sulla Sibari-Crotone, dare attuazione alle vie del mare, e consentire il raggiungimento dello scalo aereo di Crotone in poco tempo, così da rilanciare l’importante infrastruttura e garantire un servizio efficiente all’utenza dell’alto jonio.

 

Con la costituzione della Provincia della Magna Graecia – a parere del Comitato - sussistono le condizioni per uscire dell’ isolamento. Molto dipende dai cittadini e dalla capacità di far sentire il peso della mobilitazione attorno a questo progetto. Tutti sono chiamati in causa: gli imprenditori, i sindacati,  i professionisti, il mondo della scuola, la Chiesa, la politica, i giovani. Crotone e Corigliano Rossano, due grandi città dalle notevoli potenzialità, si presentano con caratteriste inquietanti: la desertificazione assoluta delle vie principali delle due città, stazioni ferroviarie chiuse, commercianti con l’acqua alla gola, imprese al collasso, ospedali piegati ad offrire i servizi minimi essenziali. Costo della vita per ciascun cittadino alle stelle, per via delle politiche nefaste del centralismo.

La nuova Provincia della Magna Graecia cambia volto all’esistente! L’introduzione di due “co-capoluoghi” si traduce in maggiore autorevolezza e prestigio nei rapporti di forza con le altre realtà della stessa Calabria.

Il potere decisorio politico-istituzionale non più in mano al centralismo ma alla MAGNA GRAECIA, solo così si potrà combattere la parte culturale di assoggettamento politico abbattendo ogni steccato di tipo localistico e ragionando in ottica di inclusività sussidiaria tra i due “co-capoluoghi” e le loro rispettive aree di pertinenza nella grande e unica area vasta “MAGNA GRAECIA”.

Disegnare una nuova portualità, immaginare le vie del mare, stipulando convenzioni con compagnie di navigazione per garantire collegamenti Sibari/Corigliano-Rossano/Crotone e viceversa, e avviare rapporti anche commerciali (via mare) con la Puglia mediante l’impiego di aliscafi. E, contestualmente, rendere navigabile il Crati, così da tradurre in indotto politiche turistiche sul fronte Cosenza-jonio.

Tra i primi risultati immediati un ospedale di eccellenza  HUB (requisito minimo di abitanti 300mila), una direzione sanitaria provinciale autonoma ed azienda ospedaliera, una centrale operativa autonoma del 118. Con questa futura organizzazione cesserebbe lo svilente esercizio di sindaci e parlamentari che mendicano alle istituzioni l’aumento di un singolo medico in pronto soccorso o in altre divisioni.

L’avvocato Antonio Senatore – amministrativista del Foro di Roma-  ha spiegato come, al fine di raggiungere l’obiettivo, sia necessario pervenire alla deliberazione dei Consigli comunali, seguiti dai pareri non vincolanti di Regione e Parlamento.  Puntare, infine, su un brand turistico che culturalmente ruoti attorno alla storia della MAGNA GRAECIA, così da intercettare l’attenzione internazionale.

 

Prossime tappe: redazione di un progetto illustrativo da consegnare ai sindaci, ai presidenti dei consigli comunali e a tutti i consiglieri comunali; istituzione in ogni comune di singoli presidi di sensibilizzazione. Il tutto accompagnato da una adeguata campagna di promozione dell’idea. (comunicato . COMITATO “MAGNA GRAECIA”)

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