“Ma tu non sei Stasi?”, e il bambino di Schiavonea s’abbracciò col Sindaco

Non ho foto che documentino l’episodio, né tantomeno avrei potuto o voluto farle. Sono però rimasto ugualmente colpito e al contempo orgoglioso di esser stato involontario spettatore di una scena di “bellezza” nel senso più autentico del termine: semplice e pulita, priva di fronzoli e orpelli, lontana da forzature e comportamenti manierati. Ieri, 9 agosto, ore pomeridiane, zona “Madonnina”, Lungomare di Schiavonea. Il Sindaco Flavio Stasi si reca nei pressi del lido in fase di costruzione oggetto di un raid vandalico nella notte precedente, 

e con ostinazione – oserei dire ammirevolmente “disumana” – preferisce capire bene cosa sia accaduto anziché andare dietro a dichiarazioni e visibilità. Quel che importa, questo il senso del suo ragionamento, non è quello che si dice ma quello che si cercherà di fare per testimoniare la vicinanza delle Istituzioni nei confronti degli onesti imprenditori e operatori commerciali e per debellare qualsivoglia forma di violenza e sopraffazione.
E qui arriva il “bello”. Nello scorrere di residenti e turisti, lungo il viale Cristoforo Colombo del borgo di Schiavonea, a pochi passi dalla “storica” Piazzetta Portofino, s’imbattono nella visione del primo cittadino anche alcuni ragazzini del luogo, i quali, riuniti in gruppo, chi in bici e chi a piedi, giocano serenamente come si confà alla loro età. Uno di loro, forse il più piccolo, con accento e piglio tipico della gente della gloriosa “Marina”, s’avvicina al Sindaco e gli chiede: “Ma tu non sei Stasi?”. E lui risponde naturalmente “sì”, sorridendo al piccolo e instaurando un breve quanto vivace dialogo. Il bambino, visibilmente soddisfatto, si volta dagli amichetti rimasti qualche passo indietro per dire loro: “Ve lo avevo detto che era lui!”. Poi, una scena toccante. Il bambino si lascia andare ad un forte e liberatorio abbraccio col Sindaco, durato diversi istanti, quasi avvinghiandosi a lui, che, visibilmente emozionato, ricambia quell’abbraccio con intenso pathos.
Non c’è nulla di anomalo in questo gesto, e nulla afferisce con la politica e i suoi riti, che riguardi l’attuale primo cittadino o chiunque altro, né con la dialettica tra maggioranza e opposizione che è sacrosanto ci sia nei tempi, nelle forme e delle sedi deputate. Ciò che di straordinario c’è, probabilmente, è di assistere a scampoli di un’umanità che si riteneva perduta, distante anni luce dalle alchimie della politica e della grigia parvenza alle quali le istituzioni ci hanno finora abituato.
Non si tratta di beatificare Flavio Stasi o accingersi a scrivere la sua agiografia bensì – come bene ha già fatto chi si è soffermato sulla simpatica quanto carica d’umanità immagine dello stesso con la chitarra al collo per intonare una canzone insieme ad alcuni ragazzini, in occasione della processione a mare della Madonna della Neve – fermarsi e riflettere sull’importanza di emozionarsi ancora, in tempi dove il materialismo e la quotidianità sembrano aver fagocitato tutto, e sulla capacità di chi, come in questo caso il giovane neo Sindaco di Corigliano Rossano, riesce a dare il giusto peso e valore alle sensazioni. Anche a quelle di un bambino.
Fabio Pistoia 

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