Tirocinanti della giustizia esasperati, ma dal Governo giungono spiragli

A settembre prevista l’emanazione di un bando per 600 lavoratori ma fuori ne rimarrebbero più del doppio

«Non ce la facciamo più. Da otto anni andiamo avanti a furia di stenti e promesse e lavoriamo in nero per lo Stato. Adesso vogliamo la stabilizzazione, da tirocini a tirocini dal 2012 ci hanno portato fino ad oggi». È lo sfogo amaro di Bouchra Habby, giovane tirocinante della giustizia di origine magrebina trapiantata in Italia. Anche lei sabato scorso era a Reggio Calabria a manifestare, insieme alle migliaia di lavoratori che hanno risposto alla chiamata della triplice sindacale per la grande manifestazione nazionale sul lavoro.

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