Scuola- diffidare dalle imitazioni

Ma la vera scuola è un'altra cosa....Non certo l'accozzaglia di mercanti e venditori di zucchero filato, travestiti da saltimbanchi che si vedono in ordine sparso in periodi di iscrizioni. C'è di mezzo il destino della parte piu' tenera del nostro mondo, quella che è affidata ancora ad adulti che dimostrano, ahimè, di avere smarrito il senso del loro ruolo.

La vera scuola ha una sua sintassi scritta con le lettere maiuscole dei valori dell'uomo libero che trova nella conoscenza il senso del suo tempo. Nella verità il carburante del suo andare. Nel rispetto dei ruoli la bandiera della sua democrazia. I cori di certe tifoserie sanno di barricate, non di scuola. Gli slogan di sedicenti educatori sono bugiardi come quelli di certi Mr B che sopravvivono ancora sulla scena politica. Sarebbe bella la loro passione se non fosse così animata da rabbia e di spirito di parte. Un educatore non puo' permettersi certe cadute di stile. E se proprio cade, gli va ricordato che certe amenità puo' pure gridarle ma non ci azzecca nulla con quello che la formazione è e dovrebbe essere. Ogni scuola rappresenta un'idea di mondo, di cittadino, di destino. Ogni scuola ci riesce o meno se chi ci lavora rispetta l'istituzione a prescindere da chi la rappresenta. Ogni scuola ci riesce nella misura in cui capisce che la scelta libera del genitore è sacra e, se pure fosse sbagliata, va rispettata. Non certo demolita presentando alternative che in realtà non ci sono. E chi gestisce la scuola, mi riferisco ai miei colleghi, ha una responsabilità in piu' perchè prima che essere dirigenti di scuola, siamo e dobbiamo essere al servizio  della verità e mai della barzelletta e dei saltimbanchi. Che svendono l'anima più bella della scuola per una vanità che è davvero patetica e ridicola.
E allora, ai genitori, tutori del destino dei loro figli dico: iscrivete i vostri figli dove ritenete opportuno.
La scuola, che  improvvisati venditori ambulanti vi presenteranno sulle bancarelle della loro megalomania, è UNA COSA SEMPLICE.
Diffidate dalle imitazioni. 
                                                                            Susanna Capalbo{jcomments off}

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