l Crati e le rovine di Sibari

I resti sovrapposti di Sibari, Thurio e Copia, sono un manifesto all’aperto dell’accidia, testimonial d’eccezione del  fallimento senza appello di una classe dirigente complessiva, politica ed imprenditoriale,incapace di scostarsi dal primordiale  istinto del saccheggio. In quegli  scavi c’ è l’ umiliazione della memoria e della cultura. Su questi luoghi  sorgeva la piu’ importante città d’occidente, quando tra l’Aniene ed il Tevere prendeva forma un modesto villaggio di pastori…



Colpa degli uomini che hanno permesso  di dissestare gli  argini permettendone  erosioni,  franamenti sfiancamenti,di  deviare,inquinare,disboscare ,intaccando e violentando il corso del piu’ importante fiume della Calabria.

Non di tutti gli uomini,ma di quelli che hanno determinato il corso degli avvenimenti del nostro territorio. gli stessi che hanno esercitato egemonia e dominio sulle anime e sui destini di un popolo intero.

La stessa borghesia alla carlona e predatoria,prona a  sottoscrivere patti con la criminalità organizzata,violenta e xenofoba  con i lavoratori,rapace con la terra sulla quale cammina.

E’ la suggestiva cifra di un’opera di dissolvimento delle opportunità concesse alla nostra Terra,vittima di scelte consapevoli e lucide nel perseguimento di una massimizzazione dei profitti su basi speculative ed aggressive.

E’ la denuncia eclatante delle complicità silenti che sovrintendono le azioni di quanti dovrebbe,in virtu’ dei ruoli ricoperti,vigilare e controllare sulle dannose azioni poste in essere da pochi profittatori(siano gli autori materiali degli abusivismi edilizi,ovvero delle ferriti di zinco sparse sui nostri territori,dell’inquinamento delle acque,o di interi agrumeti placidamente sorti sul greto del fiume..)

Non è bella la vita dei pastori in Aspromonte, d’inverno, quando i torbidi torrenti corrono al mare, e la terra sembra navigare sulle acque…».

Ritrovo tra le pieghe della memoria lo straordinario incipit di Corrado Alvaro ,e penso a come sia già stato scritto tutto,ora dovremmo soltanto agire…


Angelo Broccolo

Presidente assemblea regionale SEL

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