L'agonia dell'Ospedale di Corigliano

Il NurSind il Sindacato delle Professioni Infermieristiche, informa l’opinione pubblica che l’Ospedale di Corigliano è in forte agonia, in totale stato di abbandono, dimenticato da tutti i dirigenti sanitari locali, dal Direttore Generale e dalla politica che ci rappresenta.

Il Direttore Sanitario Responsabile degli Ospedali “Spoke” Corigliano-Rossano è assente da tutti i problemi di natura organizzativa. Per non parlare della cronica carenza di personale infermieristico e sanitario; elude ogni confronto sindacale e non rende partecipe della programmazione sanitaria, della mobilità e quant’altro, il tutto con la totale complicità della dirigenza dell’ASP Cosentina.
Portiamo alcuni esempi: dopo il trasferimento dell’Unità Operativa di Ginecologia, dall’Ospedale Spoke di Rossano a Corigliano, dopo la chiusura dei reparti omonimi di Trebisacce e Cariati, tutti gli utenti del territorio della Sibaritide necessitanti di prestazioni ostetriche e ginecologiche, si sono riversati presso l’U.O. di Ginecologia di Corigliano, creando caos e confusione fra cittadini e operatori sanitari. Il personale infermieristico e sanitario conseguentemente trasferito, ritorna di fatto, in breve tempo, alla sede di provenienza, lasciando così il restante personale esposto ad eccessivo carico di lavoro con burn-out e alto rischio di errori.
Invece non è stato così con il personale infermieristico dell’Ortopedia dopo il trasferimento dall’Ospedale Spoke di Corigliano verso Rossano.
A tal proposito, sembra di essere tornati indietro di 50 anni.
I locali e gli spazi strutturali della nuova destinazione del reparto di Ortopedia sembrano non essere idonei e sembrano non rispettare le norme degli standard ospedalieri, (ricordano le camerate degli anni 50/60 con un unico bagno allocato all’esterno)…. “alla faccia del confort e della qualità” !!!
Visto che siamo in attesa della costruzione dell’Ospedale nuovo della Sibaritide, c’era bisogno di creare tutto questo caos per i cittadini-utenti e dipendenti?  E che senso hanno tutti questi spostamenti alla luce della ulteriore bocciatura “dell’Atto Aziendale dell’ASP Cosentina e del Piano di Rientro Regionale” da parte del Governo?
E ancora: siamo in attesa ormai da molto tempo dell’apertura dell’U.O. di Neurologia (unica per tutta l’ASP di Cosenza) sempre annunciata ma di fatto ancora chiusa, visto che a suo tempo il nostro caro Direttore Sanitario ha sospeso i ricoveri per carenza di personale infermieristico, oss e medico. Anziché pensare al ripristino della stessa, il personale infermieristico e sanitario viene costantemente dirottato verso le strutture dismesse da circa un anno.
E ancora, con quale logica è stato attuato il decreto 104 che prevedeva l’otorino a Corigliano e, in tutta fretta e di nascosto, è stato spostato a Rossano?
Questi fatti, sono sufficienti per pensare ad una vera è propria campagna elettorale, visto il momento, o il peggio deve ancora arrivare?
Ci avevano fatto intendere oltre un anno fa, che, la fase organizzativa ed il cambiamento in atto avrebbe portato ulteriore beneficio ai cittadini-utenti e a tutti i lavoratori dell’ospedale di Corigliano, ma tutto ciò è stata solo una favola.
Ribadendo anche che giornalmente la stampa ci informa delle dichiarazioni politiche, sullo stato di avanzamento dell’iter per la costruzione dell’Ospedale nuovo della Sibaritide: dovrebbe essere cosa fatta e pronto entro tre anni. Alla luce di tutto ciò, tutti questi spostamenti sono solo un enorme spreco di risorse umane e di denaro pubblico!
Se poi ci sono altri atti che smentiscono il tutto vorremmo conoscerli onde evitare la confusione che regna nella gestione sanitaria nel nostro martoriato territorio.
È questa l’amara constatazione che noi del NurSind facciamo riguardo l’organizzazione aziendale.
Questo stato di cose, purtroppo, non ci meraviglia più, anche perché è da due anni che denunciamo una totale disamministrazione e disorganizzazione della sanità nel nostro territorio. Come non ricordare che lo scorso anno denunciavamo, per l’ennesima volta pubblicamente, questo andazzo che ci preoccupava fortemente, infatti allora scrivevamo: “non possiamo  assistere inermi ai tanti proclami il più delle volte non suffragati da atti concreti, da parte di politici locali e regionali in materia di offerta sanitaria, mentre di fatto dobbiamo registrare la lenta agonia dei Presidi Ospedalieri e dei servizi sanitari territoriali di tutta la nostra provincia”, per mancanza di personale infermieristico e sanitario.
Vogliamo sottolineare che, ancora una volta, siamo stati calpestati e mortificati: oltre al danno anche la beffa.


Cosenza 17 gennaio 2013

                                                                        La Segreteria Provinciale NurSind

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