Incontro su legalita’ e moralita’ con il giudice Tocci

“Legalità e moralità nella vita di tutti i giorni” è stato il tema di un incontro culturale organizzato nei giorni scorsi dal Centro socio-culturale di via Parini allo Scalo. All’interessante momento di confronto tenutosi presso il Centro di eccellenza, numeroso il pubblico presente. Relatori sono stati il prof. Antonio Romio, il giudice di pace di Corigliano, dott. Francesco Tocci e il prof. Franco Pistoia.

“I lavori – si legge in un comunicato stampa di Armando Benvenuto del Centro socio-culturale – sono stati introdotti dal presidente del Centro, Giovanni Battista Romio, che nel ringraziare  i pensionati presenti, ha rivolto un sincero ringraziamento ai relatori per avere accolto l’invito. Romio ha inoltre illustrato il lavoro svolto dal Centro socio-culturale che va oltre la famosa “giocata a carte” dando notizia che, per merito della Commissione straordinaria e del settore Servizi sociali del comune, a giorni la sede sarà fornita degli arredi che renderanno gli ambienti consoni. Antonio Ronio nella sua relazione – prosegue la nota stampa – abbastanza circostanziata e con evidenti riferimenti a momenti di vita quotidiana, si è soffermato sulla etimologia dei due termini “legalità” e “moralità” che provengono dalla cultura greca. Avverte che bisogna stare attenti perché spesse volte i due termini vengono usati per interessi personali o di parte, e quindi vanno nella direzione di una società inquieta. Il giudice Tocci nel suo intervento ha illustrato il senso dei due termini, aggiungendo che vanno completati con il senso di responsabilità. Da cattolico riporta un concetto di moralità tale da amministrare la giustizia secondo criteri di logica e saggezza giuridica. Il prof. Pistoia ha espresso apprezzamento per l’iniziativa, utile non solo per arricchimento ed informazione culturale ma anche per dare l’opportunità a tante persone di ritrovarsi insieme. Pistoia, inoltre, ha messo in evidenza che la legge va rispettata anche quando potrebbe presentare storture, ma va corretta in quelle parti che risultano inique, perché il nostro ordinamento è di carattere sociale e quindi uguale per tutti i cittadini. Pistoia ha concluso sostenendo che non bisogna perdere le radici della tradizione coriglianese che ha sempre operato nel rispetto dell’accoglienza, dell’onestà, della rettitudine e dell’operatività”.

     Giacinto De Pasquale

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