San Giovanni Bosco: il Santo dei ragazzi, il Padre della gioventù. Ci sono tanti modi per ricordarlo: colui che fondò la Famiglia Salesiana, colui che diede vita alla società dell’allegria, il giovane prete che faceva spettacoli di prestigio per avvicinare i giovani. Anche la città di Corigliano-Rossano rinnova un appuntamento annuale e atteso dedicato a Don Bosco, ideato e curato dalla Comunità Salesiana di Corigliano-Rossano e dalla Parrocchia Santi Nicola e Leone e realizzato con il patrocinio del Comune di Corigliano-Rossano e la fattiva collaborazione di alcune associazioni operanti sul territorio.
Si tratta della Camminata Don Bosco, in programma domenica 18 ottobre, che attraverserà le principali vie dello Scalo cittadino. È possibile partecipare iscrivendosi presso l’Oratorio Salesiano di Corigliano Scalo.
Una manifestazione di gioia e riflessione nel solco degli insegnamenti, sempre attuali, di Don Bosco. A me piace ricordare il sogno fatto da Don Bosco a 9 anni, quello che diede origine al tutto. Nel sogno Giovanni vide ragazzi scapestrati che facevano rissa e bestemmiavano. Pieno di zelo, si buttò in mezzo per far giustizia ma, in tutto questo, fu fermato da Gesù e da Maria che gli dissero: “Dovrai farteli amici non con le percosse, ma con la mansuetudine e la carità”.
Questa fu tutta la sua vocazione di prete dei ragazzi. Contro il sistema repressivo della società ottocentesca, lui utilizzò il metodo “preventivo”: attraverso il gioco e l’allegria avvicinava i ragazzi di strada, quelli che non avrebbero messo piede in chiesa per nulla al mondo. Si faceva amare da loro, dando e ricevendo fiducia.
Al giovane Domenico Savio, che gli chiedeva come farsi Santo, Don Bosco rispose: “preghiera, studio e stare sempre allegri”. Perché Don Bosco ne era convinto: “il Demonio ha paura della gente allegra”.
FABIO PISTOIA


