Corigliano Rossano: c’è chi spende milioni in masterplan, smart city e riqualificazione urbana, e poi c’è Contrada Cardame, dove il futuro della convivenza civile si gioca su due sole frequenze: il rombo delle auto a tre cifre sui rettilinei e i 90 decibel di un motore monocilindrico diesel a quattro tempi.
Mentre i cittadini continuano a scrivere accorati appelli chiedendo la luna – tipo dormire dopo la mezzanotte o camminare per strada senza rischiare di finire sul cofano di una utilitaria alzata di giri – la soluzione al problema era drammaticamente semplice: tre pezzi di gomma sagomata. I classici dossi rallentatori. Quelli da pochi euro che convincono anche il pilota più audace a frenare prima di distruggere le sospensioni.
Ma l’Amministrazione guidata dal sindaco Flavio Stasi, forte di una visione strategica che travalica l’umana comprensione, una scelta l’ha fatta. Invece dei dossi, ha ben pensato di sfoggiare tutto il suo senso estetico calando sulla piazza una imponente barriera di blocchi in New Jersey di cemento.
L’obiettivo ufficiale dichiarato a mezzo social e post istituzionali è Delimitare e mettere in sicurezza la pista da skate per tutelare i residenti. L’effetto reale? Una ambientazione stile Checkpoint Charlie nella Berlino del 1961, dove l’eleganza urbana incontra una zona di guerra civile ad alto rischio incursioni.
Ma la vera perla di questa genialata d’ingegneria sociale è il cortocircuito logistico che ne è derivato. Innalzando il “Muro di Cardame”, si è finito per spingere il camioncino degli ambulanti ancora più vicino alle abitazioni.
In tutto questo scenario di profondo degrado estetico e perenne edonismo automobilistico, c’è infatti un solo e unico vincitore indiscusso: l’ambulante dei panini.
Mentre la piazza è stata trasformata in un bunker e i residenti contano le pecore (e i cavalli vapore dei motori che sfrecciano), lui ha piazzato il suo impero del colesterolo praticamente sotto i balconi di casa. Il segreto del suo successo non è la salsa barbecue, né la piastra rovente: è il suo gruppo elettrogeno. Un macchinario d’epoca industriale che sputa fumo, vibra al punto da modificare la tettonica a placche del quartiere e produce un ronzio asfissiante in grado di coprire qualsiasi forma di pensiero, conversazione o sonno nel raggio di tre isolati.
L’ambulante fattura felice, ringrazia l’amministrazione per il nuovo posizionamento “coatto” e offre ai residenti un servizio acustico sostitutivo. E mentre dal Comune rivendicano l’intervento con orgoglio, la triste realtà sottostante emerge chiaramente: tutta questa manovra “per la sicurezza dei cittadini” serviva unicamente a preparare il terreno per trasformare formalmente la zona in area mercatale tra pochissimi giorni.
Alla fine ha vinto lui. Il sindaco inaugura i blocchi di cemento armato, i guidatori testano le accelerazioni, e agli abitanti di Contrada Cardame non resta che chiudere le finestre, accendere un ventilatore per provare a coprire il generatore del camioncino, e rassegnarsi a mangiare un panino completo con cipolle alle tre del mattino. Se non puoi battere il degrado, almeno condiscilo bene.
Di Ermenegildo Lo Spirito


