Una ragazza di sedici anni, affetta da paralisi cerebrale infantile e da gravissime patologie, attende da oltre tre mesi un letto elettrico articolato e un materasso antidecubito prescritti dai sanitari. Si tratta di Giulia Montera, minore tracheostomizzata, alimentata tramite PEG, sottoposta a ventiloterapia e ossigenoterapia, completamente allettata e assistita a domicilio dal servizio ADI di Palermo.
Secondo quanto riferito dalla famiglia, dopo le dimissioni dalla Rianimazione dell’Ospedale dei Bambini “G. Di Cristina” di Palermo, le condizioni posturali della ragazza e l’elevato rischio di lesioni da pressione avevano reso necessaria la sostituzione del precedente materasso, ormai rotto. A seguito delle valutazioni del medico curante, del medico ADI e del fisiatra dell’ASP, nel mese di giugno 2026 la famiglia ha presentato all’ASP di Cosenza la richiesta per la fornitura dei presìdi, corredata da prescrizioni, relazione sanitaria, preventivo e documentazione richiesta.
Alla data del 16 settembre, secondo la denuncia della famiglia, il letto e il materasso non risultano ancora consegnati. Durante l’attesa, riferisce la famiglia, Giulia ha sviluppato una lesione da pressione che continuerebbe a peggiorare, causando sofferenza, rendendo necessarie medicazioni quotidiane ed esponendo la minore al rischio di infezioni e ulteriori complicazioni.
Il padre, Gabriele Montera, ha inviato diversi solleciti tramite PEC, trasmettendo anche documentazione sanitaria e fotografie della lesione. Gli uffici territoriali di Corigliano-Rossano avrebbero comunicato di avere sollecitato la pratica, precisando però che l’autorizzazione degli uffici competenti di Cosenza non era ancora arrivata. Nel mese di luglio, secondo quanto riferito, una fisiatra dell’ASP avrebbe contattato telefonicamente il padre assicurando una rapida soluzione, promessa alla quale, secondo la famiglia, non sarebbe seguita la consegna dei dispositivi.
«Giulia non è una pratica da lasciare ferma su una scrivania. È una ragazza gravemente malata, completamente dipendente dall’assistenza e incapace di cambiare autonomamente posizione. Ogni giorno trascorso senza i presìdi prescritti può provocarle nuove sofferenze e conseguenze ancora più gravi» – dichiara Gabriele Montera –. «Abbiamo seguito tutte le procedure, presentato i documenti e inviato ripetuti solleciti. Abbiamo persino mostrato il peggioramento della ferita. Cosa deve accadere ancora perché qualcuno intervenga? Non chiediamo un privilegio e non chiediamo un favore: chiediamo che venga tutelato il diritto alla salute di nostra figlia».
Denuncia-querela e diffida all’ASP
Montera, presidente nazionale di Unalottaxlavita ETS, sottolinea come la vicenda rappresenti anche il dramma quotidiano di tante famiglie costrette a confrontarsi con ritardi amministrativi mentre affrontano malattie, disabilità gravissime e assistenza continuativa. «Una famiglia che vive accanto a un figlio gravemente malato non può essere lasciata sola a inseguire autorizzazioni, uffici e risposte. Dietro ogni pratica sanitaria c’è una persona. Nel nostro caso c’è Giulia, con la sua fragilità, il suo dolore e il suo diritto a ricevere tempestivamente ciò che i medici hanno prescritto» – dichiara Montera.
La famiglia ha predisposto una denuncia-querela ed esposto affinché l’autorità giudiziaria verifichi le ragioni del ritardo, individui il responsabile del procedimento e accerti eventuali responsabilità in relazione all’aggravamento della lesione. Contestualmente, l’ASP di Cosenza viene diffidata ad adottare con estrema urgenza ogni provvedimento necessario, comunicando data e modalità della consegna del letto elettrico e del materasso antidecubito.
Qualora la procedura ordinaria non consentisse una consegna immediata, la famiglia chiede anche l’attivazione di una soluzione provvisoria, clinicamente equivalente e sicura, oltre alla conservazione di tutti gli atti cartacei e digitali relativi alla pratica, all’individuazione dei dirigenti e funzionari competenti e all’accertamento medico-legale dell’evoluzione della lesione.
«Consegnate immediatamente a Giulia il letto e il materasso prescritti. Fermate questa sofferenza prima che il danno diventi ancora più grave. Nessuna procedura amministrativa può valere più della salute e della dignità di una ragazza fragile», è l’appello rivolto all’ASP di Cosenza e alle istituzioni. Giulia, riferisce la famiglia, continua ad aspettare nel suo letto, assistita giorno e notte dai familiari e dai sanitari domiciliari.


