di Antonio Noè – Segretario Generale Regionale Calabria del Nuovo Sindacato Carabinieri
Esistono carriere che delineano una mera progressione formale di incarichi, ed esistono percorsi professionali che testimoniano, al contrario, una profonda dedizione nell’interpretare i valori della divisa.
La traiettoria istituzionale del Colonnello Raffaele Giovinazzo si iscrive autorevolmente in quest’ultima categoria.
Originario di Taurianova e reduce da un quadriennio di guida alla guida del Comando Provinciale dei Carabinieri di Crotone, il Colonnello Giovinazzo assume oggi il prestigioso incarico di Capo di Stato Maggiore della Legione Carabinieri “Calabria”, con sede a Catanzaro. Si tratta di un avvicendamento di assoluto rilievo per l’Arma e per l’intero territorio regionale, che colloca ai vertici di comando un ufficiale caratterizzato da una solida e maturata esperienza in ambito investigativo, operativo e territoriale.
Il suo curriculum professionale testimonia una costante presenza sul campo: dal Nucleo Operativo e Radiomobile di Corleone al Nucleo Investigativo e al Reparto Operativo di Cosenza, passando per il Nucleo Tutela Patrimonio Culturale della Calabria e il Grande Progetto Pompei, fino alla direzione del Reparto Territoriale di Corigliano-Rossano e, successivamente, del Comando Provinciale di Crotone. Un profilo in cui l’azione investigativa, la prevenzione e la prossimità istituzionale hanno costantemente rappresentato il leitmotiv operativo.
Nell’esperienza al timone del Reparto Territoriale di Corigliano-Rossano, Giovinazzo ha saputo gestire una congiuntura particolarmente complessa per la sicurezza nell’area della Sibaritide, coordinando rilevanti manovre investigative volte al contrasto del caporalato, dello sfruttamento lavorativo, del traffico di sostanze stupefacenti, della criminalità comune e organizzata, nonché dei reati predatori e di matrice incendiaria. Tra le risultanze investigative di maggiore impatto sociale si segnala l’indagine relativa a gravi condotte di maltrattamento in danno di giovani ospiti disabili all’interno di una struttura gestita da una ONLUS, culminata nell’esecuzione di tre provvedimenti restrittivi. Tale operazione ha confermato un indirizzo investigativo orientato non soltanto al contrasto della criminalità organizzata, ma parimenti alla tutela intransigente delle fasce più deboli e vulnerabili della popolazione.
Trattasi di un profilo d’intervento di altissimo valore istituzionale, che evidenzia la poliedricità della missione dell’Arma: la capacità di recepire le istanze del territorio, captare i disagi della cittadinanza e intervenire a tutela dei soggetti più indifesi, riaffermando la presenza dello Stato.
Il percorso a Crotone ha ulteriormente consolidato tale spessore professionale e investigativo. Le brillanti operazioni denominate “Sahel”, “Nemesis”, “Wave”, “Oleum” e “Libeccio”, affiancate dalla cattura di soggetti latitanti e dall’individuazione dei relativi reticoli di fiancheggiatori, attestano l’incisività dell’azione di contrasto alla ’ndrangheta, al narcotraffico, al fenomeno estorsivo, alle infiltrazioni nel tessuto economico e ai reati ambientali.
Tuttavia, ridurre l’operato del Colonnello Giovinazzo alla mera contabilità dei risultati repressivi risulterebbe parziale e riduttivo. Dietro ogni singola operazione, misura cautelare e sviluppo investigativo operano quotidianamente donne e uomini dell’Arma che affrontano condizioni di servizio gravose, turnazioni impegnative e crescenti responsabilità operative, sobbarcandosi un carico psicofisico spesso invisibile all’esterno.
È proprio questa specifica dimensione che, in qualità di struttura sindacale di categoria, intendiamo prioritariamente evidenziare. La sicurezza pubblica non si edifica esclusivamente all’interno delle sale operative o attraverso le grandi operazioni di polizia giudiziaria. Essa si fonda sull’impegno quotidiano di personale in uniforme che presidia il territorio, dialoga con la cittadinanza, gestisce le emergenze e incarna la prossimità dello Stato nei frangenti più critici.
Riteniamo imprescindibile che tale sensibilità verso le comunità amministrate e, contestualmente, verso il benessere del personale dipendente costituisca il tratto distintivo di ogni incarico di vertice e di comando.
Il consuntivo dell’attività svolta nel Crotonese restituisce dati di indiscutibile rilievo: centinaia di soggetti tratti in arresto, migliaia di denunce, oltre 12.600 servizi perlustrativi, circa 59.000 controlli interpersonali e migliaia di fattispecie criminose perseguite. Di pari valore strategico è il riscontro relativo alla progressiva riaffermazione della fiducia da parte della classe imprenditoriale e commerciale, la quale ha maturato la determinazione di denunciare le pressioni estorsive subite.
Ciò conferma un assunto fondamentale: laddove l’Arma si dimostra autorevole, presente e prossima al cittadino, lo Stato si rafforza e il tessuto sociale rifugge dall’isolamento.
In qualità di Segretario Generale Regionale Calabria del Nuovo Sindacato Carabinieri, desidero rivolgere al Colonnello Raffaele Giovinazzo le più calorose e istituzionali congratulazioni per il prestigioso incarico assunto.
La Calabria necessita di presidi istituzionali forti, ma reclama al contempo funzionari dello Stato dotati di spiccate doti d’ascolto. Abbisogna di sicurezza percepita e reale, ma anche di inderogabile attenzione alle condizioni di lavoro di coloro che tale sicurezza garantiscono quotidianamente a prezzo di non pochi sacrifici.
L’assegnazione di un ufficiale di tale levatura ed esperienza al vertice dello Stato Maggiore della Legione rappresenta l’opportunità di mettere a disposizione dell’intera regione un patrimonio professionale maturato sul campo tra attività d’indagine, funzioni di comando e profonda conoscenza del territorio. Significa, in ultima analisi, affidare una responsabilità strategica a un dirigente che ha compreso appieno le istanze della cittadinanza e le legittime aspettative dei Carabinieri.
A nome del Nuovo Sindacato Carabinieri Calabria, formuliamo i migliori auguri di buon lavoro al Colonnello Giovinazzo. L’orizzonte di responsabilità che lo attende è di altissimo profilo. La Calabria osserva con attenzione, la famiglia dell’Arma partecipa con aspettativa e la cittadinanza rinnova la propria domanda di sicurezza, presenza e legalità. È su queste direttrici che deve proseguire l’azione comune: maggiore sicurezza per la collettività, maggiore tutela per i Carabinieri, maggiore autorevolezza per le Istituzioni.
Restando a completa disposizione per ogni ulteriore chiarimento o per eventuali integrazioni, si inviano distinti saluti.
La Segreteria Regionale Calabria


