Il prossimo 15 settembre ricorre, com’è noto, la Solennità della Beata Vergine Addolorata. Un culto caro alla comunità di Corigliano, quello per la “Mater Dolorosa”, che continua a perpetuarsi nel tempo grazie all’impegno costante posto in essere dalla Congrega “Maria Santissima dei Sette Dolori”, con dedizione guidata dal Priore, avvocato Francesco Paolo Oranges, profondamente legato alla storia della stessa città.
La Solennità della Beata Vergine Addolorata rappresenta un momento di fede e devozione popolare tuttora molto atteso e partecipato dalla cittadinanza, che ogni anno si ritrova in occasione del nutrito programma di celebrazioni.
Nel borgo antico, difatti, sorge la piccola Chiesa dell’Addolorata, risalente al XVII secolo e costruita sotto le mura bastionate della Chiesa dei SS. Pietro e Paolo. Così, nel 1884, su “Crono-Istoria di Corigliano Calabro”, Giuseppe Amato scriveva: “La decima è quella dell’Addolorata, volgarmente detta Chiesiella, piccola, angusta cappelluccia, posta sotto la sagrestia di S. Pietro. Ivi si conserva una statua dell’Addolorata, fatta dell’artefice in atteggiamento di un così profondo dolore, che guardandola muove a mestizia. È ufficiata da un Cappellano, detto Rettore, e della Congregazione, che secondo il Ferrario, ed il P. Pugliese, è la seconda Congrega per istallazione, essendo, in Corigliano, la prima quella di San Giacomo Apostolo. Questa Congrega veste un sacco, una rocchetta nera ed una fascia di colore celeste, su cui a lettere nere sta scritto Servi di Maria, e questa fascia vien posta a traverso sulla rocchetta”.
Un appuntamento che si rinnova, pertanto, e che testimonia la devozione del popolo coriglianese per la “Mater Dolorosa”.
(Foto: Gianluca De Patto)
FABIO PISTOIA

