Da domenica 13 settembre la tratta jonica Sibari-Crotone chiuderà per l’intero periodo invernale. E l’assurdità sta tutta qui: proprio nello stesso giorno, la Freccia Rossa farà il suo ingresso in Basilicata partendo da Sibari. In pratica, da un lato si sventolano traguardi di alta velocità, dall’altro si isola un’intera area eliminando i collegamenti essenziali.
Davanti a scenari del genere, una domanda sorge spontanea e brucia sulla pelle di tutti noi: a cosa è servita davvero la fusione tra Corigliano e Rossano?
Sono trascorsi ormai 8 anni. Otto anni di promesse, di narrazioni sul “terzo comune della Calabria”, di grandi aspettative. Ma quali sono i risultati concreti sul campo?
Non si è stati in grado nemmeno di collegare i due lungomare.
Nessun passo avanti concreto per riportare il Tribunale sul territorio.
Invece di acquistare peso politico, si continuano a perdere pezzi fondamentali, come la progressiva smobilitazione dell’Ospedale “Guido Compagna” di Corigliano.
La realtà è un’altra: la fusione non ha portato maggiore forza contrattuale, ma solo un lento e progressivo spopolamento di servizi e opportunità.
E la domanda più dolorosa di tutte resta una: che futuro stiamo lasciando ai nostri giovani? Quale prospettiva ha un ragazzo che vive in una terra dove muoversi è un’impresa, curarsi diventa sempre più difficile e le istituzioni sembrano trascurare le esigenze di base del cittadino?
È tempo di smettere di celebrare le fusioni sulla carta e iniziare a pretendere infrastrutture, sanità e servizi veri. Il nostro territorio merita rispetto, non isolate passerelle politiche.
Voi cosa ne pensate? La fusione ha portato vantaggi o solo illusioni? Scrivetelo nei commenti.
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