La consigliera comunale di opposizione Elena Olivieri denuncia lo stato del lungomare di Corigliano-Rossano durante la stagione estiva e propone un piano di valorizzazione turistica basato sui prodotti tipici locali, a partire dalla clementina.
«Corigliano-Rossano merita di meglio – dichiara Olivieri –. Merita un turismo “vero”, fatto di qualità, decoro e promozione delle nostre eccellenze. Guardiamo cosa succede altrove. Pensiamo a Pizzo Calabro, con la sua piazza viva e gremita di botteghe artigianali e negozi tipici, o al lungomare di Reggio Calabria, animato da attività stabili e di livello. Lì l’identità locale viene messa a valore, trasformando il patrimonio enogastronomico e artigianale in un motore economico e d’immagine».
Secondo la consigliera, sul lungomare non esiste un solo negozio di souvenir e un turista non ha modo di acquistare un prodotto simbolo del territorio. La clementina, simbolo dell’agricoltura locale, sarebbe del tutto assente dal racconto turistico della città.
«Mentre Tropea ha costruito un brand globale intorno alla sua cipolla – prosegue Olivieri – noi lasciamo che il nostro “oro arancione” rimanga confinato nei campi, senza uno spazio espositivo, un chiosco dedicato, una degustazione o un souvenir che ne celebri il sapore e la storia. Siamo ormai giunti al termine di questa stagione estiva, ma bisogna lavorare sin da subito per riuscire a realizzare qualcosa di concreto».
La proposta prevede la sostituzione graduale delle bancarelle con chioschi e stand coordinati, destinati ad artigiani e produttori locali. Prevede inoltre spazi dedicati alla vendita e all’assaggio di prodotti a base di clementina, olio d’oliva, liquirizia e altre tipicità del territorio. Il piano punta infine all’istituzione di botteghe dell’artigianato e dei souvenir, con incentivi per chi apre attività commerciali stabili o stagionali dedicate a oggettistica, artigianato artistico e prodotti identificativi della città.
«Il nostro compito, come amministratori e cittadini, è portare Corigliano-Rossano nel futuro – conclude Olivieri –. Non possiamo accontentarci, dobbiamo far respirare ai turisti i nostri odori, far gustare i nostri sapori e offrire loro un’esperienza autentica. Valorizzare la nostra terra non è solo un dovere morale, è la chiave per uno sviluppo economico reale e duraturo».

