di Gianni Corrado
Quello che sta accadendo dovrebbe far riflettere ogni cittadino. La mia denuncia parte da una domanda precisa: stiamo assistendo a un processo progressivo di limitazione della libertà di circolazione e, più in generale, della libertà di scelta delle persone?
Il primo grande test, a mio avviso, è stato il Covid. Con la pandemia abbiamo visto quanto facilmente sia stato possibile limitare gli spostamenti dei cittadini, imporre divieti e condizionare la vita quotidiana. Quell’esperienza ha anche mostrato quale reazione la popolazione fosse disposta ad accettare di fronte a restrizioni giustificate da un’emergenza.
Oggi l’emergenza è cambiata. Il nuovo motivo è la crisi climatica.
In nome della transizione ecologica si sta spingendo verso la sostituzione delle automobili tradizionali con quelle elettriche e verso sempre maggiori limitazioni alla circolazione dei veicoli ritenuti più inquinanti.
Ma c’è un problema enorme: non è possibile pensare che tutti i cittadini possano sostituire la propria automobile in pochi anni.
E allora cosa succederà a chi non potrà permetterselo?
L’alternativa viene già proposta attraverso forme di noleggio di automobili che rispettano determinati parametri ambientali, con formule che possono prevedere circa 100 euro al mese ma anche un limite di 12.000 chilometri all’anno.
Ed è proprio questo che dovrebbe farci riflettere: oggi si interviene sull’auto e si stabiliscono i parametri entro i quali possiamo muoverci; domani cosa verrà limitato?
La mia preoccupazione è che il prossimo passo possa riguardare il cibo e i nostri consumi quotidiani: controllare cosa acquistiamo, quanto ne acquistiamo e quante volte possiamo acquistare determinati prodotti durante la settimana o il mese, indirizzando così le nostre scelte alimentari.
Forse qualcuno dirà che è fantascienza. Io dico che è una possibilità sulla quale dobbiamo interrogarci prima, non quando sarà diventata realtà.
Perché il problema non è soltanto l’auto elettrica. Il problema è il principio che si sta affermando: decidere dall’alto quali mezzi possiamo utilizzare, quanto possiamo circolare e, domani, forse anche cosa possiamo consumare.
Questa è la denuncia.
Non possiamo permettere che, un passo alla volta e sempre in nome di un’emergenza, la libertà del cittadino venga trasformata in una concessione regolata da limiti, parametri e controlli.
La libertà di circolare, scegliere e consumare non può diventare un privilegio concesso solo a chi rispetta le condizioni stabilite dall’alto.
Gianni Corrado

