Un’operazione culturale fondata sulla sostenibilità
La cucina diventa arte nell’incontro tra chef Trovato e chef Barbato

Nella bella cornice del “Casino Caruso”, a Corigliano Calabro (CS), nei giorni scorsi ha preso forma una serata speciale, a base di prelibatezze gastronomiche ma di chiaro sfondo culturale, concepita dall’executive chef Giorgio Trovato e realizzata insieme al collega pugliese Pascal Barbato. Un percorso, quello di chef Trovato – di origini coriglianesi ma ormai cittadino del mondo, per vocazione e percorso formativo – che oggi ritrova come punto di passaggio proprio la sua terra, attraverso una “sfida” che parte dal recupero delle tradizioni e finisce nell’innovazione gastronomica. Fondatore del “Trovato Food Project”, un’azienda di consulenza e formazione per la ristorazione e per il settore alberghiero di lusso, il consultant chef Trovato studia a Siena, dapprima si laurea in Giurisprudenza e in Scienze dell’Amministrazione per poi dà vita alla sua vocazione per la cucina, girando praticamente il mondo e formandosi attraverso l’esperienza delle gastronomie più variegate. Il suo “ritorno alle origini” inizia attraverso “Memorie Contemporanee”, pop up restaurant che chef Trovato realizza proprio nel sopracitato “Casino Caruso” (un antico casolare oggi ridisegnato in chiave eventi speciali) insieme all’amico imprenditore, nonchè padrone di casa, Antonio Capalbo. In tale direzione, la cena “a quattro mani” con chef Barbato – insignito di “due Pani” dal Gambero Rosso, Ambasciatore del Gusto nonché presidente dell’associazione Chef del Mediterraneo – riprende proprio il concetto di Memorie Contemporanee: un ritorno alle origini che, attraverso una chiara esperienza anche di natura culturale, diventa sostenibilità. Con la presenza di chef Barbato, uno dei massimi esperti della panificazione in Italia, è difatti nato un menù esclusivo basato sul concetto di fusione tra quelle che sono le ricette tradizionali e la ricerca dell’innovazione; il tutto attraverso un recupero di elementi gastronomici che, nell’immaginario classico, vengono “sottovalutati” o visti come elementi “poveri”. Dalla visione dei due chef protagonisti della serata – evento, ad esempio, nascono piatti in cui le alici “arriganate” diventano elemento principe di un primo molto gradito dai presenti; dalle briciole di pane nascono gli gnocchi con la “rosamarina”; dal pane raffermo viene rivisitata la “panzanella” toscana, che in Puglia è nota come “cialedda”; la semplice frisa diventa “arriganata” cambiando consistenza attraverso un quadruplo processo di lavoro; dal semplice basilico nasce un gradevole sorbetto, ecc. Alla serata, che ha avuto una bella cornice di pubblico – tra cui l’assessore regionale Pasqualina Straface – hanno preso parte anche i partners tecnici Frantoio Geraci e Gran Caffè Ariston, oltre alla gradita presenza di un ospite di calibro quale lo chef toscano Stefano Pinciaroli, già insignito di una stella Michelin.
Johnny Fusca

