Da qualche mese assistiamo, non poco interessati lo ammetto, al dibattito che verte sulla presunta possibilità della riapertura del vecchio tribunale del quartiere santo Stefano del comune di Corigliano Rossano.
Una questione certamente complicata ma di sicuro molto importante per un territorio vasto, mal collegato e non privo di rischi connessi alla presenza di illegalità diffusa, come anche i recenti fatti di cronaca purtroppo testimoniano. Come CGIL Pollino Sibaritide Tirreno, allorquando, lo scorso anno, il Sen Rapani rese noto il nuovo percorso normativo di riordino in materia, anche a costo di suscitare qualche scetticismo, intervenimmo senza problema alcuno nel ribadire il nostro pieno sostegno a tutte quelle iniziative che avessero l’obiettivo di restituire al territorio un presidio di giustizia. Oggi, dopo l’approvazione recente ed all’unanimità del consiglio provinciale sul tema, della interrogazione del consigliere provinciale Uva al Senato, della nota disponibilità dell’immobile da parte del Sindaco di Corigliano Rossano Stasi nonché persino del relativo sostegno economico da parte della Regione Calabria, crediamo sia corretto tornare a ribadire la nostra posizione in materia e, soprattutto, chiedere che sul tema sia fatta chiarezza una volta per sempre. Anzitutto da parte del governo Meloni, che oggi sembra sia intenzionato a riaprire qualche presidio. Il territorio ha diritto di sapere se siamo di fronte ad una valutazione politica rigorosa, basata sui numeri venuti fuori nel lungo frattempo da un’osservazione nazionale della geografia giudiziaria oppure, come a volte accade in Italia, ad un dibattito estemporaneo e fine a se stesso, che finirebbe per creare solo un’ulteriore sfiducia nelle istituzioni. Qualcuno, noi pensiamo, deve assumersi la responsabilità di dire la verità, ancor più se essa non è come la si auspica. Siccome, lo ribadiamo, la questione è molto importante, come CGIL chiediamo piena chiarezza. Lo si deve non tanto a chi scrive, ma a chi lavora nel settore giustizia, a chi a quella giustizia si rivolge quotidianamente e, talvolta purtroppo, ne patisce le inefficienze ed i costi ed a quei sindaci del territorio che sono la frontiera e l’interfaccia dello Stato alle nostre difficili latitudini. Ai consiglieri regionali del territorio consigliamo, pertanto, di farsi da autorevole tramite per interrogare il governo sul tema, sapendo che il tempo delle chiacchiere è terminato perché ciò costituirebbe una mortificazione e nient’altro. Il territorio tutto ed i suoi cittadini in primis, meritano un segnale chiaro che ci restituisca verità in materia. Altro non serve.
Andrea Ferrone
Segretario Gen. Cgil
Pollino Sibaritide Tirreno

