
L’associazione Schierarsi di Corigliano-Rossano contesta la riorganizzazione della rete nefrodialitica della provincia di Cosenza disposta dall’Asp, che prevede la trasformazione di diversi Centri dialisi ad assistenza decentrata in Centri ad assistenza limitata, stante la carenza di nefrologi.
Schierarsi sostiene che si tratti di una scelta da rivedere, poiché va a ridurre il livello di tutela garantito ai pazienti nefropatici, che hanno bisogno della continuità assistenziale e di elevate competenze specialistiche. «Comprendiamo le difficoltà per la carenza di personale medico, che costituisce un problema reale», affermano Francesco Sapia, componente dell’associazione, già deputato della Repubblica e componente della Commissione Sanità della Camera e due volte trapiantato di rene, il Coordinatore della piazza Maurizio Sposato e Filippo Scribano. «Tuttavia – avvertono i componenti dell’Associazione, una criticità organizzativa non può essere affrontata con un ridimensionamento dell’assistenza. È invece doveroso e urgente rafforzare la rete, investire sul personale e rendere la nefrologia più attrattiva». Secondo Schierarsi, la provincia di Cosenza presenta caratteristiche territoriali che impongono particolare attenzione nella programmazione sanitaria. L’estensione del territorio, le lunghe distanze, la presenza di vaste aree interne e montane e l’elevato numero di pazienti rendono indispensabile una rete capillare, dotata di adeguate garanzie cliniche. «La dialisi è una terapia salvavita. I pazienti affrontano trattamenti più volte alla settimana e molti presentano patologie concomitanti di natura cardiovascolare, diabetologica, oncologica o respiratoria. Dunque, la qualità dell’assistenza non può essere ridotta né differenziata in funzione della disponibilità di specialisti». L’associazione Schierarsi ritiene che l’Asp di Cosenza debba «provvedere all’incremento dell’organico dei nefrologi, alla programmazione delle assunzioni, alla valorizzazione dei professionisti, allo sviluppo della dialisi domiciliare e della dialisi peritoneale nei casi appropriati, all’utilizzo della telemedicina come supporto clinico e organizzativo e al potenziamento dell’intera rete provinciale». «La sanità pubblica deve adattare la propria organizzazione ai bisogni dei pazienti e non chiedere ai pazienti di adattarsi ai limiti dell’organizzazione».
Schierarsi Corigliano-Rossano chiede pertanto all’Asp di Cosenza di riesaminare il provvedimento e di aprire un confronto con i professionisti del settore e con le rappresentanze dei pazienti, al fine di individuare soluzioni idonee ad assicurare sicurezza delle cure, prossimità dell’assistenza e piena tutela del diritto alla salute».
Schierarsi Corigliano Rossano

