
di Francesco Pacienza
C’è un contrasto feroce e doloroso nel guardare la Calabria nei mesi estivi. Da una parte la nitidezza della nostra natura, la vertigine dei boschi che dal Pollino alla Sila abbracciano il Tirreno e lo Jonio;
dall’altra, la densità cieca del fumo che inghiotte ettari di biodiversità, trasformando l’ecosistema in una distesa sterile di cenere. LEGGI ARTICOLO COMPLETO

