
L’agricoltura è un settore in estrema difficoltà da vari anni, sia perché al produttore non viene riconosciuto il costo di produzione (è oramai risaputo che al produttore viene riconosciuto un prezzo per ciò che produce, che non copre nemmeno ciò che si spende per produrre), sia per le variazioni climatiche e soprattutto perché gli agricoltori non ricevono dallo Stato la giusta tutela.
In questi giorni, in Calabria e soprattutto nell’alto jonio cosentino, si sta alzando l’urlo d’allarme e di disperazione dei produttori agricoli per il riproporsi della grave situazione, non più tollerabile, della carenza d’acqua che dovrebbe fornire il Consorzio di Bonifica. Gli operatori che a vario titolo si occupano della gestione del servizio irriguo consortile, forniscono al riguardo motivazioni molteplici e ormai risapute, in gran parte riconducibili a condutture decrepite e insufficienti; mancanza di invasi e di altre infrastrutture necessarie al servizio e carenza di fondi, che sempre viene richiamata a giustificare il disservizio oramai strutturato negli anni.
Com’è ben noto, con la Legge Regionale n. 39/2023 è stato istituito il Consorzio Unico di Bonifica della Calabria (con sede a Catanzaro), che ha inglobato i precedenti undici consorzi esistenti.
La gestione commissariale del Consorzio Unico è stata ulteriormente prorogata con decreto dal presidente della regione Calabria Occhiuto, che ha esteso il commissariamento per ulteriori dodici mesi, fino al termine del 2026.
Ebbene, prima che tutto ciò avvenisse, nell’anno 2021 l’allora Ministero delle politiche agricole, alimentari e forestali (oggi MASAF) pubblicò un decreto ministeriale nel quale dichiarava ammissibile un numero d’importanti progetti esecutivi presentanti dagli undici consorzi di bonifica, in Calabria finanziati con fondi afferenti al PNRR. Il finanziamento contemplato nel suddetto decreto, è veramente considerevole e avrebbe dovuto risolvere in gran parte le problematiche del servizio irriguo. Per il solo Consorzio di Bonifica Integrale dei Bacini dello Jonio Cosentino (con sede a Trebisacce), di cui è stato presidente il prof. Marzio Blaiotta fino al 2022, erano stati dichiarati ammissibili nel suddetto decreto ministeriale ben nove progetti per un ammontare totale di € 160.000.000,00, nell’ambito del PNRR missione 2 componente 4 (M2C4) -Investimento 4.3 – investimenti nella resilienza nell’agro sistema irriguo, per una migliore gestione delle risorse IDRICHE.
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In ragione di tutto ciò, e soprattutto raccogliendo le istanze di tanti agricoltori interessati dalla disastrosa condizione in cui versa il servizio irriguo gestito dal Consorzio di Bonifica della Calabria, che mette a repentaglio non solo la produzione ma anche una qualità della stessa idonea alla commercializzazione (e lo stato vegetativo delle stesse piante), l’associazione Schierarsi (piazza Villapiana) e l’Associazione “Gaia” in persona del suo legale rappresentante Pierfranco Lucente, chiedono un incontro urgente con il Commissario Straordinario del consorzio di Bonifica della Calabria, dr. Giacomo Giovinazzo, al fine di conoscere:
1) se i progetti presentati dall’allora Consorzio di Bonifica Integrale dei Bacini dello Jonio Cosentino, e dichiarati ammissibili nel citato decreto ministeriale, sono stati interamente finanziati così come previsto;
2) se sono stati avviati i lavori finanziati con i fondi del PNRR nel perimetro del Consorzio di Bonifica Integrale dei Bacini dello Jonio Cosentino, considerato che il 30 giugno 2026 è scaduto il termine;
3) quale sia lo stato di avanzamento dei lavori già avviati.
Lo spirito di questo incontro è collaborativo e propositivo anche per proporre nuove soluzioni volte a risolvere questo grave e annoso problema che tocca moltissime zone della Calabria e in particolare la provincia di Cosenza nella zona di Francavilla, dove ha sede l’associazione “Gaia”, la quale intende portare avanti l’importante battaglia del recupero della tanta acqua che viene letteralmente “persa in mare”. L’Associazione “Gaia”, raccogliendo tutti gli agricoltori di Francavilla e comuni limitrofi, che sono preoccupati per le loro coltivazioni, per la carenza d’acqua nei periodi più caldi e critici, sta da qualche anno proponendo soluzioni che potrebbero risolvere l’insostenibile problema.
Ci auguriamo che questo incontro sia l’inizio di un’interlocuzione costruttiva tra il Consorzio Unico Regionale e gli agricoltori, ciò che negli anni addietro non si è mai verificato con gli ex undici Consorzi.

