
Di Antonio Romio
Dopo gli ultimi Papi, Ratzinger, Wojtyla, Papa Francesco, ecco salire sulla soglia di Pietro Papa Leone 14°. Per tutti uno sconosciuto e, per questo, accolto con indifferenza e preoccupazione.
Questa è stata anche l’impressione del sottoscritto, se pure non un fervente cattolico praticante, in parte giustificata per le scarse conoscenze sulla sua vita, sul suo carattere, sulla sua azione nel ruolo di Apostolo di Cristo. Giudizio, il mio, quindi affrettato e perciò sbagliato.
Infatti, dopo un breve periodo di apprendistato, resosi conto dello stato della Chiesa che stava dimenticando il messaggio Evangelico; dei pericoli a cui sta andando incontro il nostro pianeta; constatato con mano l’esagerato egoismo, la sete di potere, il protagonismo di tanti governanti; assistendo alle tante guerre, ingiustificate ed incomprensibili, che stanno cancellando intere comunità; ecco arrivare un Papa, Leone di nome e di fatto, pronto a mostrarsi al mondo con coraggio, quale vero rappresentante di Cristo sulla terra, seguendo il Suo insegnamento.
Finalmente! Non più belle parole ossequianti ai potenti di turno, silenzi che dicono e non dicono; strette di mani insanguinate; ma un’ azione decisa di condanna per un mondo che sta andando in rovina, verso la distruzione totale.
Ecco dunque giungere tra noi, chissà da chi inviato, il Papa che tutti inconsciamente aspettavamo da tempo. Ecco l’Uomo che difende l’uomo, che parla degli ambienti, della convivenza tra le razze, della fame, della povertà, degli sfruttati. Ecco l’Uomo che afferma con forza e coraggio che non esistono” tanti uomini”, ma esiste l’uomo senza fare differenza tra razze e colore; che il pianeta terra è di tutti e di nessuno.
Sono queste le stesse parole del Cristo pronunciate tanti anni fa, quando sferzava i re e i potenti del tempo senza paura o sottomissioni, mettendo in pericolo la Sua stessa vita.
L’Umanità oggi sta correndo il rischio di scomparire e v’era un grande bisogno di avere un Papa che sapesse alzare la voce con chi ha responsabilità politiche e andare persino allo scontro verbale con chi alla vita preferisce la morte.
Certamente ci saranno tanti ad accusare un Papa simile di parlare di argomenti non di Sua competenza, ovvero di “fare politica”. Niente di più falso.
Papa Leone 14° non fa altro che portare avanti lo stesso messaggio
Per finire, è mia convinzione che un Papa ha anche il dovere di fare Politica, se per Politica intendiamo parlare di povertà, degli sfruttati; se si difende la vita e si combatte la morte; se si condannano le guerre; se si ostacola la convivenza tra i popoli.
Il Papa, un buon Papa, non deve curare solo le Anime. Allora del corpo, che le contiene, che ne facciamo?
Antonio Romio

