
La tragedia di Amendolara impone una riflessione che va oltre il fatto di cronaca.
Quattro giovani lavoratori, Waseem Khan, Amin Fazal Khogjani, Ullah Ismat Qiemi e Safi Iayjad, hanno perso la vita in circostanze drammatiche. Alle loro famiglie va la nostra vicinanza. Alla magistratura e alle forze dell’ordine va il riconoscimento per la rapidità con cui si è arrivati all’individuazione dei responsabili.
Le parole del Vescovo Monsignor Francesco Savino richiamano tutti a una responsabilità più ampia: contrastare sfruttamento, caporalato, indifferenza e quella pericolosa assuefazione che rischia di rendere normale ciò che normale non è.
La presenza di lavoratori stranieri nelle nostre campagne e nelle nostre comunità non è un fenomeno marginale né recente. Da anni rappresenta una componente essenziale della realtà economica e sociale della Sibaritide contribuendo in modo determinante alla crescita dell’agricoltura e di altri comparti produttivi.
Corigliano-Rossano, per dimensioni, presenza di lavoratori immigrati e peso delle attività agricole, vive questa realtà più di ogni altro comune del territorio e non può sottrarsi alle responsabilità che ne derivano.
Dietro il caporalato si intrecciano lavoro nero, sfruttamento della vulnerabilità delle persone, gestione illegale della manodopera e interessi criminali che troppo spesso finiscono per incrociarsi con quelli della criminalità organizzata presente nei nostri territori.
Per questo sarebbe un errore fermarsi ai soli responsabili materiali. È necessario continuare a fare piena luce su quanto accaduto, ricostruendo eventuali complicità, coperture e connivenze. Solo così sarà possibile colpire non soltanto gli effetti ma anche le cause e contribuire a smantellare i meccanismi che alimentano sfruttamento e illegalità.
Ogni volta che emergono vicende come questa scopriamo che il problema non era invisibile. Era sotto gli occhi di tutti.
Nel nostro territorio non mancano esperienze positive di accoglienza, integrazione e inclusione. Associazioni, sindacati, amministrazioni, volontariato e comunità ecclesiali hanno svolto e continuano a svolgere un lavoro prezioso.
Ma queste esperienze positive vanno rafforzate e non possono diventare un alibi per ignorare ciò che ancora non funziona.
Se sfruttamento, caporalato e condizioni di vita indegne continuano a esistere significa che tutti dobbiamo fare di più, con maggiore continuità, coordinamento e capacità di mettere in rete istituzioni, forze sociali, mondo produttivo e società civile.
In questa sfida il ruolo dei Comuni è decisivo. Sono le istituzioni più vicine alle persone e devono sentirsi chiamate ogni giorno ad agire, coordinare, proporre e pretendere da Regione e Governo attenzione, risorse e strumenti adeguati.
Per questo salutiamo con favore l’iniziativa della Sindaca di Amendolara di convocare i sindaci del territorio. Da questa tragedia deve nascere un impegno concreto e verificabile.
Allo stesso modo salutiamo la manifestazione promossa dalla CGIL per sabato ad Amendolara, alla quale parteciperà il segretario generale Maurizio Landini. Saremo presenti come Partito Democratico di Corigliano-Rossano e invitiamo cittadini, associazioni e forze democratiche del territorio a partecipare.
Nelle prossime settimane promuoveremo un momento pubblico di confronto per mettere al centro emergenze, responsabilità e proposte, affinché l’attenzione di queste ore si traduca in iniziative e risultati concreti.
Rivolgiamo un appello alle istituzioni locali e regionali, ai parlamentari del territorio, alla Regione Calabria, alle organizzazioni professionali agricole, ai sindacati, alle associazioni e a tutte le forze politiche e sociali affinché l’attenzione di questi giorni non si spenga.
Ma questo appello lo rivolgiamo anche a noi stessi, al Partito Democratico, a tutti i suoi livelli. Perché nessuno può sentirsi estraneo a questa sfida e nessuno può considerare sufficiente quanto fatto finora.
La tragedia di Amendolara non può diventare una delle tante vicende destinate a scomparire dal dibattito pubblico.
Tutti siamo chiamati a fare di più: le istituzioni, la politica, le organizzazioni sociali, il mondo produttivo. Anche noi.
Perché il modo in cui affronteremo questa realtà dirà molto della qualità della nostra comunità e del futuro che vogliamo costruire per questo territorio.
Corigliano-Rossano, giugno 2026
Francesco Madeo
Pino Le Fosse

