
Questa volta ci è andata di lusso poiché l’ipocentro del terremoto di stanotte 2 giugno 2026 è stato a 250 km di profondità ma la fortuna non ci assisterà sempre e i miracoli non avvengono in ogni occasione. E oggi possiamo parlarne serenamente senza piangere migliaia di morti e contare miliardi di danni.
Poiché siamo già in campagna elettorale per le elezioni nazionali si chiede a tutti gli esponennti di ogni partito di inserire nel loro programma un piano di recupero/restauro o di abbattimento di tutti quegli immobili a rischio. Le risorse possono essere individuate in quelle per la realizzazione del Ponte sullo Stretto e da quelle per l’incremento per la spesa militare e stornate in appositi capitoli di bilancio per gli scopi di messa in sicurezza del patrimonio immobiliare. Altra misura per incentivare il recupero degli immobili e la loro sicurezza antisismica potrebbe essere un nuovo strumento, un fondo rotativo ad hoc, simile al bonus edilizio ma non del 110, (si sa che ne hanno goduto soprattutto chi aveva più risorse che i meno abbienti oltre alla speculazione su costi dei materiali) ma in funzione del loro reddito e favorendo l’accesso al credito per i meno abbienti e se proprio deve essere garantito un sostegno pieno del 100% questo solo a povera gente. Poveri reali non sulla carta e controlli preventivi e non ex post. Le risorse economiche potrebbero essere indivuate anche negli utili delle banche e che anticipino con alcuni miliardi di euro parte delle loro imposte da versare.
Tutti devono essere costretti a stipulare la polizza castrofale garantendo ai meno abbienti la possibilità di esenzione che sia sostenuta dalla collettività.
Questa misura incrementerebbe il PIL nazionale, favorendo occupazione e crescita del fatturato aziendale e maggiori entrate fiscali per lo stato. Ma non si devono commettere gli stessi errori, forse voluti, del precedente bonus 110. Mettere in sicurezza gli immobili privati è un modo per far crescere l’economia senza creare nuove costruzioni e migliorare la qualità della vita dei cittadini.
Per quanto riguarda la nostra regione, l’amministrazione regionale, di concerto con province e comuni, nelle more dei lavori dovrebbe mappare tutti gli edifici privati che necessitano di adeguamento antisismico e invitare i proprietari che hanno possibilità economiche di fare i primi interventi logicamente garantendo loro una esenzione totale o parziale delle imposte oltre alle già attive misure di detrazione fiscale per questi lavori.
In questa occasione ci è andata bene ma purtroppo sappiamo che la natura non segue le nostre regole umane. Prima ci muoviamo e meglio sarà. Non ho né case né immobili da riparare ma è opportuno che la classe politica si muova per il bene dei cittadini italiani

