
di Salvatore Campana
La scomparsa del professor Francesco Caravetta priva Corigliano-Rossano non soltanto di un ex dirigente scolastico stimato, ma di una figura umana che ha saputo interpretare il ruolo dell’educatore con rara sensibilità, equilibrio e visione.
Una notizia che, personalmente, mi ha toccato profondamente, perché nel ricordo del professionista resta soprattutto quello di un uomo garbato, autentico e profondamente umano.
Ci sono infatti persone che, pur ricoprendo ruoli importanti, riescono a lasciare negli altri non il peso dell’autorità, ma il valore della loro umanità. Il professor Caravetta apparteneva a questa categoria rara.
Ho avuto modo di conoscerlo durante il mio lavoro, in anni in cui l’IPSIA attraversava una fase delicata. Eppure lui, con pazienza, intelligenza e grande senso delle istituzioni, riuscì a dare nuova linfa a quella scuola, riportandola al passo con i tempi e restituendole credibilità, dignità e prospettive.
Prima ancora del dirigente scolastico, prima ancora del professionista capace e lungimirante, resteranno impressi la sua gentilezza, la sua disponibilità, il suo modo educato e rispettoso di rapportarsi agli altri. Qualità che oggi sembrano quasi appartenere a un altro tempo e che invece lui incarnava con assoluta naturalezza.
Credeva profondamente nella formazione tecnica e professionale.
Credeva nei giovani.
Credeva soprattutto che una scuola dovesse essere un luogo capace di creare opportunità vere, concrete, moderne. Ed è con questa visione che lavorò instancabilmente per far crescere l’IPSIA, trasformandolo in un punto di riferimento importante per tanti studenti e tante famiglie del territorio.
Ricordo ancora la passione con cui parlava della scuola, il desiderio continuo di migliorarla, di innovarla, di renderla all’altezza delle sfide del tempo. Non c’era retorica nelle sue parole, ma una convinzione sincera: quella di chi vedeva nell’istruzione uno strumento di crescita sociale e umana.
Non era un uomo che cercava visibilità o applausi.
Preferiva i fatti, il lavoro quotidiano, il dialogo. E forse proprio per questo era così rispettato. Perché incarnava l’idea autentica di educatore: quella di chi guida senza imporre, costruisce senza clamore e lascia segni profondi nelle persone.
Oggi Corigliano-Rossano perde una persona perbene.
Una di quelle figure che fanno la differenza senza mai alzare la voce.
Una presenza discreta ma fondamentale, capace di dare impulso a una scuola che rischiava il declino e di accompagnarla verso una nuova stagione.
Resta il dolore di questa perdita improvvisa, ma resta soprattutto il valore di ciò che ha seminato. E certe persone continuano a vivere proprio così: nei ricordi, nella gratitudine, nelle vite che hanno contribuito a migliorare.
Alla moglie, ai familiari e a quanti gli hanno voluto bene giunga il mio più sincero e commosso abbraccio.
Buon viaggio, Preside Caravetta.
La sua umanità resterà dentro chi ha avuto il privilegio di conoscerla.
Salvatore Campana

