
Cari gestori dei locali di Corigliano,
ma vi rendete conto che il mondo della musica è andato avanti mentre voi siete rimasti fermi a quarant’anni fa?
Sempre le stesse serate, sempre le stesse canzoni italiane nostalgiche, sempre gli stessi artisti che ripropongono identici pezzi da decenni come se il tempo non fosse mai passato. Ma davvero pensate che i giovani abbiano voglia di uscire per ascoltare ogni weekend la solita minestra riscaldata?
La musica oggi è evoluzione.
C’è il rap, il funk, il blues, il soul, il jazz, il Rock e l’elettronica, le contaminazioni moderne, gli artisti indipendenti che sperimentano e portano energia nuova. E invece qui sembra che chiunque provi a fare qualcosa di diverso venga ignorato.
Possibile che nei locali debbano sempre “campare” gli stessi nomi solo perché fanno comodo o perché “si è sempre fatto così”?
La cultura musicale non cresce se continuate a proporre eventi fotocopia senza il minimo coraggio artistico.
Corigliano ha bisogno di aria nuova.
Ha bisogno di serate vere, di identità, di ricerca musicale, di dare spazio a chi ha qualcosa da dire oggi — non soltanto a chi vive di nostalgia.
Perché un paese che non evolve musicalmente è un paese che smette di creare.
E sinceramente, nel 2026, continuare a trattare il pubblico come se avesse gusti fermi agli anni ’70 è semplicemente ridicolo.
Aprire le orecchie.
Il mondo è cambiato. Anche la musica.

