
di Ernesto Borromeo
La Svezia, uno dei paesi piu tecnologicamente avanzati d’Europa, tra quelli che hanno introdotto la digitalizzazione a scuola, ha detto no a computer e cellulari nelle scuole, già dal 2025.
Dopo che i test hanno evidenziato un peggioramento delle competenze degli studenti, oltre al peggioramento dell’istruzione, quella vera, si sono accorti subito che la tecnologia in classe produce più ignoranza e più debolezza mentale**. E meno male che se ne sono accorti in Svezia, ma anche in Olanda e Danimarca iniziano a vietare il digitale. Da noi, in Italia le scuole fanno ancora a gara nella estremizzazione del digitale, dei progetti regionali, delle assurde, inutili ed alienanti procedure da perditempo, a svantaggio della vera istruzione scolastica. Anche noi adulti, diciamoci la verità, ci sentiamo dei deficienti quando il nostro computer ci chiede se siamo dei robot e ci obbliga a selezionare le foto con un particolare oggetto; oppure siamo degli analfabeti quando il postino ci obbliga a firmare sul palmare, quando poi la nostra firma e illegibile e viene una schifezza. Anche a causa di questa estrema digitalizzazione, avendo gli studenti l’accesso continuo ai video di violenza e di prepotenze varie, le risse e gli accoltellamenti nelle scuole sono aumentate in Italia del 7/10 per cento. Ma allora perchè il governo non provvede subito ad imitare l’esempio della Svezia? Per quale motivo siamo sempre in ritardo in quei provvedimenti utili e di emergenza per una scuola allo sfascio??? Quale motivo impellente ci fa mantenere la digitalizzazione nelle scuole, ma anche nelle famiglie e negli uffici? Visto che la vera burocrazia che blocca molte procedure, sono le procedure stesse? I paesi nordici sono stati sempre all’avanguardia del progresso tecnologico, ma questa volta si sono accorti che esiste un punto oltre il quale non si può andare: molto meglio la penna e il quaderno oppure la sana abitudine di parlarsi a voce, guardandosi negli occhi, mentre si cammina sul lungomare o in una foresta incantata, che è molto meglio che rimanere incantati davanti ad un cellulare.
Ernesto Borromeo
**(tratto da un articolo del 14 maggio 2026, di Jessica Anostini, pubblicato su tgcom 24)

