
Da dietro le sbarre della città jonica conduceva proselitismo on-line attraverso i social di Facebook e Telegram
CATANZARO – Non era un soldato al fronte, ma un attivista del “califfato digitale” capace di muoversi tra i server di Telegram e i profili Facebook per diffondere il verbo della Jihad. S’è concluso con una condanna a 6 anni di carcere il processo a carico di Halmi Ben Mahmoud Mselmi, il cittadino tunisino che fu detenuto nel carcere di Corigliano-Rossano prima d’essere “spedito” al 41-bis, arrestato nell’ambito di un’operazione anti-terrorismo coordinata dalla Direzione distrettuale Antimafia di Catanzaro. LEGGI ARTICOLO COMPLETO

