
Eletto all’unanimità presidente il sindaco Flavio Stasi.
Una giornata destinata a rimanere nella storia del territorio quella vissuta a Corigliano Rossano, dove si è ufficialmente costituita la rete dei comuni “Terrae Magna Grecia”, un progetto ambizioso che unisce identità, visione e futuro.
La sala consiliare ha offerto un colpo d’occhio straordinario: decine di sindaci presenti, tutti con la fascia tricolore, simbolo di unità istituzionale e di un impegno condiviso. Un’immagine potente, capace di raccontare più di mille parole il senso di questa iniziativa. Assente solo il Comune di Cariati, mentre tutti gli altri enti firmatari hanno risposto con convinzione e partecipazione.
Ad aprire i lavori è stato il consigliere Francesco Marino Scarcella, promotore e anima del progetto, con un intervento intenso ed emozionante. Un vero e proprio viaggio attraverso le tappe che hanno portato alla nascita della rete: dalle difficoltà iniziali, agli ostacoli incontrati, fino alla determinazione che ha consentito di arrivare a questo traguardo. Nel suo intervento non è mancato anche un richiamo ai comuni che ancora non hanno aderito, con l’auspicio di ampliare ulteriormente questa visione condivisa.
A seguire, il sindaco di Corigliano Rossano, Flavio Stasi, ha portato i saluti istituzionali, sottolineando il valore storico dell’iniziativa e l’emozione nel vedere la sala consiliare gremita di sindaci: “Un’immagine da incorniciare – ha dichiarato – che rappresenta il senso più alto delle istituzioni quando lavorano insieme per il bene dei territori”.
Momento centrale della giornata è stato l’annuncio ufficiale del nome della rete: “Terrae Magna Grecia”, presentato dallo stesso consigliere Scarcella, che ne ha illustrato il significato profondo. Un nome che richiama le radici storiche comuni, ma al tempo stesso valorizza la pluralità delle identità locali: non un blocco unico, ma un insieme di “terre” unite da una visione condivisa.
Ampio e qualificato il dibattito che ne è seguito, con gli interventi di numerosi sindaci che hanno voluto portare il proprio contributo e testimoniare l’importanza del percorso intrapreso. Sono intervenuti i sindaci di Acri (Pino Capalbo), Trebisacce (Franco Mundo), Castrovillari (Mimmo Lo Polito), Mormanno (Paolo Pappaterra), Pietrapaola (Manuela Labonia), Crosia (Maria Teresa Aiello), Montegiordano (Rocco Introcaso), Rocca Imperiale (Giuseppe Ranù), Amendolara (Maria Rita Acciardi), San Lorenzo del Vallo (Pasquale Motta), Frascineto (Angelo Catapano), San Basile (Filippo Tocci) e Terranova da Sibari (Francesco Rumanò).
Interventi che, pur nella diversità dei territori rappresentati, hanno espresso un filo conduttore comune: apprezzamento e gratitudine per il lavoro svolto e piena condivisione degli obiettivi della rete. Un consenso ampio e convinto che ha rafforzato ulteriormente lo spirito unitario dell’iniziativa, con particolare intensità nei contributi provenienti dai paesi arbëreshë, che hanno arricchito il dibattito con un forte richiamo identitario e culturale.
Questo clima di condivisione ha portato in modo naturale alla scelta della guida della rete. L’assemblea, infatti, ha deciso all’unanimità di affidare la presidenza al sindaco Flavio Stasi, accolto da un lungo e sentito applauso. Nel suo primo intervento da presidente, Stasi ha richiamato tutti alla responsabilità e alla concretezza: “Da oggi bisogna lavorare seriamente su questo progetto, trasformando questa visione in azioni concrete”.
Definita anche la struttura organizzativa della rete, che prevede la nomina di un direttivo composto da sette amministratori, rappresentativi delle diverse aree del territorio: Alto Ionio, Basso Ionio, Valle dell’Esaro, Sila Greca, Arberia, Corigliano Rossano e Cassano allo Ionio. A questi si aggiungerà un vicepresidente, dando vita a una vera e propria giunta operativa. Tutti gli altri comuni faranno parte dell’assemblea, contribuendo attraverso i propri rappresentanti.
“Terrae Magna Grecia” nasce così: da un’idea, da una visione e da un lavoro condiviso che oggi diventa realtà. Un progetto che guarda al futuro, puntando su cooperazione, valorizzazione territoriale e sviluppo integrato.
Una giornata storica, dunque, che segna l’inizio di un nuovo percorso per tutto il territorio.

